ALEPPO VIGILIA DI CAPODANNO 2017/18 – l’ orfanotrofio di Fares Shehabi

#Aleppo 2018, la speranza cresce giorno dopo giorno che questa bella città ferita può ricostruirsi passo dopo passo ed emergere in una versione più forte di prima.

Camminando per le strade affollate che celebrano il Natale e il nuovo anno, indipendentemente dalla loro fede o etnia, vediamo il tessuto della società siriana in tutta la sua unità espressiva e vibrante.

L’orfanotrofio di Fares Shehabi (Islamic Charity Association Aleppo Orphanage) situato di fronte all’ospedale Al Razy è stato evacuato nel 2012 quando i terroristi hanno invaso  Aleppo Est, effettuando due attentati suicidi con autobomba  nel 2013 e 2014 ed hanno costretto l’associazione a trovare nuovi alloggi in affitto per gli orfani . Abbiamo visitato due di queste case con Fares Shehabi alla vigilia di Capodanno.

Pierre Le Corf ci ha accompagnato come Babbo Natale insieme ad una  squadra di giovani volontari e fotografi di Aleppo che hanno lavorato instancabilmente per settimane per portare un gioioso e festoso amore in queste giovani e vulnerabili vite, profondamente danneggiate da 7 anni di guerra e spargimenti di sangue.

Alcuni dei bambini erano bambini di appena due mesi,   ci osservavano con sorrisi e curiosità dalle loro culle o avvolti in coperte calde quando Babbo Natale li ha visitati un anno dopo la liberazione di Aleppo est dai miliziani , armati e affiliati a fazioni terroristiche ben armate finanziate internazionalmente.

I bambini erano ben curati e rilassati nonostante il trauma che deve trovarsi sotto la superficie. La musica gioca un ruolo importante nella loro riabilitazione ed è stato meraviglioso vedere l’interazione tra lo staff e i bambini mentre cantavano o suonavano vari strumenti per i loro visitatori.

Mentre le ONG allineate dalla NATO in Occidente lanciano una falsa campagna dopo l’altra per “salvare” i bambini in Siria, qui ad Aleppo i bambini sono accuditi, protetti e curati dalla società civile siriana che ha compiuto miracoli muovendosi nelle condizioni più proibitive di guerra e sotto sanzioni economiche. Nonostante tutti gli ostacoli, questi bambini sono al caldo, educati, sicuri e soprattutto amati dalla loro stessa gente.

Questo video darà uno sguardo nel mondo dei bambini le cui vite sono state irrevocabilmente toccate dalla violenza, dalla perdita dei famigliari e dal dolore, ma vedendoli interagire tra loro e con il personale volontario c’è speranza. Ogni timido sorriso e stretta di mano ci dice che questi bambini troveranno la strada di casa perché la casa non li ha mai abbandonati. La casa è la Siria.

Dio benedica la #Siria

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About the author

Patrizio Ricci, l'autore di questo Blog, è redattore del quotidiano online News 24, membro del direttivo dell'associazione di blogger cattolici Samizdatonline e autore sul quotidiano Sussidiario.net. E' cofondatore del Coordinamento Nazionale per la pace in Siria e si occupa prevalentemente di Medio oriente. Membro del direttivo dell'Osservatorio sulle comunità cristiane del medioriente, è accreditato presso la Free Lance International Press.

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