Provincia di Idlib: l’Esercito siriano riconquista 100km quadrati di territorio in sole 24 ore

La Siria ha inviato oggi lettere alle Nazioni Unite (ONU), denunciando il flagrante attacco turco nel nord della Siria che ha violato la sua sovranità e sicurezza territoriale. Le lettere del ministero degli esteri erano indirizzate all’ufficio del Segretario generale delle Nazioni Unite e al Consiglio di sicurezza.

Nel documento, la Siria denuncia che il regime turco sta cercando di giustificare il suo attacco militare, basandosi sul principio di autodifesa, stabilito dall’articolo 15 della Carta delle Nazioni Unite, è “lo stesso articolo a cui si richiama la Coalizione Internazionale, guidata dagli Stati Uniti Stati”, dice la missiva.

Nel documento si legge che parimenti la Turchia ha fatto riferimento al suddetto articolo “per coprire gli orribili crimini commessi dalle sue forze contro la popolazione siriana”.

Il governo siriano ha chiesto che il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite adotti una risoluzione che non consenta ulteriormente l’uso della forza da parte di alcun paese nei confronti di altre nazioni, perché contraddice con il diritto internazionale.

Il testo esorta anche tutti i paesi coinvolti a non utilizzare la Carta delle Nazioni Unite per giustificare le loro azioni ostili.

infografica AMN

Contemporaneamente a questa notizia giunge una notizia molto positiva: l’esercito arabo siriano (SAA) oggi  ha compiuto  una grande avanzata nel nord della Siria, in provincia di Idlib.
L’aviazione russa e siriana ha compiuto più di 100 attacchi sulle posizioni dei ribelli solo prima dell’alba, mentre altri sono attualmente in corso.
Come potete osservare sulla cartina, SAA si trova a circa 30 km dai villaggi sciiti di al Fuja e Kafraya che sono da anni assediati  da marzo 2015 dai terroristi di Jaysh al-Fateh ( La coalizione dell’esercito di conquista) appartenente al Free Syrian Army. Queste cittadine vengono bombardate e private di ogni bene essenziale dai ribelli ‘moderati’ Gli unici rifornimenti giungono solo tramite aviolanci.

Perciò i successi territoriali  di oggi fanno ben sperare: l’avanzata in corso è riuscita a riconquistare ben 100 km quadrati di territorio e una mezza dozzina di città situate a nord di Abu Dhuhour.

Per contro, arriva la notizia che numerosi reparti del Free Syrian Army (FSA) stanno in questo momento disimpegnandosi dall’operazione turca “Ramo d’Ulivo’ per tornare frettolosamente alle basi di partenza per difendere Idlib.

Diffuso intanto dai ribelli FSA – che dovrebbero portare un vento di novità in Siria secondo l’occidente – un video in cui i ribelli filo-turchi hanno mutilato ed ucciso una donna comnbattente nella YPG curda. Non lo posto per la sua crudezza (e personalmente vi sconsiglio di vedere), è sull’account twitter.com/mustefaebdi/ .

Questo il testo del Tweet: “Watch at your own discretion – Erdogan’s jihadists stripping female YPJ fighter’s mutilated body. Stepping on it… who knows what else.
These fighters are backed by a @NATO ARMY!”

Per la verità non mi aspettavo nulla di meno giacché nei giorni scorsi sono stati riconosciuti elementi di ISIS transfughi inquadrati in FSA. Ma vedersi davanti poi i fatti, è un’altra cosa. Meglio inorridire 1000 e 1000 volte, è segno che non si è abituati .. è segno della necessità e dell’urgenza di continuare a lottare per conservare la nostra umanità.

Fonti: Prensa Latina e Almasdarnews.com

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