SIRIA: “Occorre più controllo nella distribuzione degli aiuti umanitari”

Il rappresentante russo alle Nazioni Unite ha sollevato delle eccezioni sul meccanismo di distribuzione degli aiuti umanitari finora adottato dall’Onu. Stiamo parlando dell’inizio della consegna degli aiuti umanitari per la Siria che ha avuto inizio negli anni  2013-14 in ottemperanza alla risoluzione UNSCR 2165. Però nonostante il titolo nobiliare e gli obiettivi dichiarati – per aiutare la popolazione affamata – le consegne transfrontaliere sono state svolte in maniera assai poco chiara.

L’eccezione sollevata relativa alle forniture transfrontaliere rispetta il diritto internazionale che prevede che gli aiuti umanitari passino attraverso particolari procedure stabilite dall’ONU.

Recentemente il governo siriano ha chiesto alle organizzazioni internazionali delle Nazioni Unite di non utilizzare il passaggio di confine tra la Siria e la regione settentrionale irachena di “Fesh Khabur” (Simalka) .

Faysh Khabur è una città assira al confine nord-occidentale del Kurdistan iracheno . Prende il nome dal fiume Khabur

Il problema è stato posto dall’incaricato siriano alle Nazioni Unite Munther che ha denunciato pratiche scorrette nel coordinamento degli aiuti umanitari: “Il mio governo vede la necessità di non abusare del compito affidato al personale delle Nazioni Unite che lavora in Siria per prendere come riferimento qualsiasi entità secessionista o i cosiddetti consigli locali che altro non sono che associazioni civili illegali”. Munther ha anche detto che molti di questi soggetti hanno stretti legami ‘fino al grado di dipendenza’ con i gruppi terroristici armati, perciò ha invitato le Nazioni Unite e le sue agenzie di astenersi dall’uso di accessi non controllati dalle forze armate siriane.

infografica wikipedia

Munther ha anche detto che l’Ufficio Onu che sovraintende la gestione degli aiuti umanitari deve essere privo di doppi standard , sta a dire deve essere immune  “alle pressioni esercitate da parte di alcuni dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza al fine di sfruttare la questione umanitaria come leva contro il governo siriano.” (Siria Now)