Mosca decreta No Fly zone sulla Siria come misura alla lunga serie di aggressioni israeliane

La Russia ha introdotto di fatto una “no-fly zone” per gli aerei militari israeliani sui cieli della Siria.

Questa zona va dall’altitudine  livello di volo 000 al livello di volo di 190, ed è fissata fino al 26 settembre.

Ciò comporta che qualsiasi velivolo militare israeliano che opera al di fuori del territorio sovrano di Israele in violazione di questa no-fly zone, corre il rischio di essere abbattuto. 

La Russia ha inviato un avviso ai piloti e ai marinai ( si chiama in gergo NOTAM) sulla chiusura dello spazio aereo attorno a Israele al di sotto dei 19.000 piedi. . . sotto il pretesto di ‘Esercizi missilistici navali russi’.

Saranno interessate le 14 navi della sua Marina posizionate nel Mar Mediterraneo che come vedete nella foto qui sopra formano un’area di interdizione al volo ed alla navigazione.

Ecco il NOTAM ufficiale:

Il risultato è  il seguente: se gli aerei da combattimento israeliani voleranno sotto i 19.000 piedi, rischieranno di essere abbattuti “accidentalmente” dalle navi russe durante questi “esercizi”. Per evitare questo, gli aerei israeliani devono volare sopra i 19.000 piedi, il che in caso di intenzioni ostili, li rende facili prede per i vecchi sistemi missilistici antiaerei siriani S-200 ( che hanno 200 km di gittata).

Come ho già segnalato, la Russia ha ottenuto l’utilizzo della base aerea militare di Nojeh nell’Iran nord-occidentale aumentando così la capacità area sui cieli siriani.

E’ plausibile che la settimana di tempo sia il tempo sufficiente per portare materiali come sistemi di difesa aerea S300 in alcune località strategiche siriane.

Questa ipotesi è giudicata probabile da DebkaFile (giornale israeliano vicino ai servizi segreti di Tel Aviv):

DEBKAfile: “Con questo dispositivo, la Russia ha interrotto la capacità di Israele di colpire obiettivi in ​​Siria dal mare o dal Libano. D’ora in poi i raid aerei possono essere lanciati solo direttamente da Israele [senza alcun sorvolo] o dallo spazio aereo giordano”. (…) Questo stratagemma non è rivolto solo contro Israele, sulla scia del disastro aereo di ricognizione russo Il-20, lunedì con 15 persone a bordo, ma anche negli Stati Uniti. Dirigendosi verso il Mediterraneo è il gruppo d’attacco della USS Harry S. Truman a far parte della sesta flotta statunitense.

(…)

Putin potrebbe quindi mantenere i suoi rapporti con Netanyahu così cordiali come non mai, mentre, allo stesso tempo,all’indomani della sparatoria sull” Ilyushin causata dai missili siriani, potremmo presto vedere per la prima volta l’arrivo in Siria  dei sistemi di difesa russi insieme a radar più avanzati. In questo senso, la maggior preoccupazione per Israele è la possibile installazione di quei sistemi su Tel al-Haara, una cima montuosa che sale a 1100 metri sopra Quneitra, che comanda lo spazio aereo israeliano sopra il Golan e le sue regioni settentrionali, così come la Giordania settentrionale e centrale e il Mediterraneo orientale . Aerei da combattimento russi avanzati potrebbero anche essere inviati a Khmeimim per fermare gli aerei israeliani.

In un certo senso, l’incidente dell’Il-20 e queste nuove misure sono giunti in un momento opportuno [per giustificare]  lo spiegamento russo in Siria. Il 7 settembre, Alexander Kinshchak, ambasciatore russo a Damasco, aveva commentato sottovoce: “Stiamo aiutando i nostri partner siriani a ripristinare, modernizzare e potenziare l’efficienza del sistema integrato di difesa aerea”. Ed aveva aggiunto: “C’è ancora molto da fare perché tutto era in totale devastazione, ma alcuni risultati sono già visibili. “Le
nostre fonti militari hanno dedotto che l’inviato russo stava parlando di armare le difese aeree siriane per la prima volta con avanzate batterie russe S-300La loro consegna potrebbe coincidere con la risposta di Mosca all’incidente dell’ Il-20.

Ma non è tutto, probabilmente Mosca vuole ridimensionare l’aggressività occidentale che specialmente  in Siria  ha superato ogni limite (favorendo addirittura al Qaeda pur di nuocere ai suoi nemici storici).

E’ da leggere sull’onda di queste dinamiche lo ‘scramble’ di due bombardieri russi che oggi si sono visti insolitamente vicini al Regno Unito.

Nello stesso tempo sui cieli della Siria si sta registrando un fitto ‘ via vai’   di aerei cargo IL 76T russi e Boing 737 e 747 iraniani. Evidentemente sta entrando parecchio materiale dall’Iran e dalla Russia.

Questo volo è stato rilevato intorno alle 20 di stasera, sulla via del ritorno, e un IL 76T come quello in foto di apertura..