Missili iraniani colpiscono depositi e posti di comando dell’ISIS a soli 3 miglia dalle forze USA

La CNN riferisce che missili iraniani il 1 ottobre hanno colpito depositi e posti di comando dell’ISIS a soli 3 miglia dalle forze USA.

Questo il testo dell’articolo della CNN:

(CNN) I missili iraniani che hanno colpito la Siria orientale all’inizio di lunedì sono arrivati ​​a tre miglia di truppe statunitensi, ha detto un funzionario della difesa Usa alla CNN.

L’Iran ha lanciato sei missili balistici nel distretto di Al Bukamal in Siria. I media governativi che citano il Corpo di Guardia Rivoluzionaria dell’Iran (IRGC) hanno riferito che l’attacco ha preso di mira militanti presumibilmente coinvolti nell’attacco del 22 settembre a una parata militare nella città sud-occidentale di Ahvaz . (…)

Il Pentagono è infuriato ed ha ribadito che l’azione di Teheran è inutile e irresponsabile perché già l’US Army combatte l’ISIS e la rappresaglia missilistica iraniana, metterebbe in pericolo le forze statunitensi.

Da parte sua l’Iran ha detto di aver agito contro gli Stati Uniti e del suo alleato regionale, l’Arabia Saudita. Ha accusato questi paesi di sostenere “mercenari stranieri” e che essi sono dietro l’attentato di Ahvaz in Iran, che ha ucciso 29 persone e ne ha ferite altre 70 .

Naturalmente la domanda è: ma le truppe USA come mai si trovavano a soli 3 km da installazioni ISIS non interrate, non fortificate ma consistenti in semplici edifici che tra l’altro non mostrano alcun segno di precedenti attacchi!? Come mai le forse statunitensi ed SDF che dicono di essere in Siria per combattere l’ISIS non sono intervenute quando sono in quelle zone da più di un anno?

Ma ecco una delle foto diffuse dagli iraniani che mostrano un edificio dell’ISIS prima e dopo l’attacco:

La foto è tata fatta con droni ad altissima risoluzione, vicino alle truppe USA, plausibilmente filmando la posizione dell’ISIS al di là dell’Eufrate, ma restando in zona presidiata dalle forze siriane.

A giudicare dalle foto e dai video dell’IRIB, sono stati utilizzati i missili Qiam e Zolfaghar. Le informazioni provenienti dalle restanti aree sotto il controllo dell’ISIS nell’est della Siria sono estremamente scarse, ma sembra che un attacco abbia colpito gli oggetti dell’Is nell’area della città di Hadzhin sulla sponda orientale dell’Eufrate.

Ma come abbiamo visto le fonti USA confermano tutto questo…

E’ mai possibile che nessuno dei nostri media mainstream – forte di una schiera di illustri giornalisti – si sia fatto una di queste semplici ed ovvie domande!?
L’evidenza è essi così indaffarati a trattare solo la politica interna del nostro paese –  secondo l’abitudine invalsa di dissimulare le questioni –  che scegliere tra parlare  dell’anniversario dell’Orso Bubu di Hanna e Barbara e di politica estera seriamente,  la scelta è la prima.

Vale la pena ricordare quanto dice Cristina Amoroso su Faro sul mondo ricordando la minimizzazione o la mancata copertura della notizia dell’attentato in Iran a cui è seguita la rappresaglia sull’ISIS:

Il flusso di informazioni in gran parte dei media occidentali, ripetuto letteralmente dai suoi partner nelle monarchie costiere del Golfo Persico, in Israele e persino in nazioni lontane come quelle dell’America Latina, ha ridotto al minimo l’attacco terroristico ad Ahvaz. Un’azione criminale attribuita a una cellula del gruppo Al-Ahvaziya, movimento terroristico sostenuto dalla monarchia saudita, che ha rivendicato la responsabilità delle uccisioni in un’intervista all’agenzia di stampa britannica Reuters. Un attacco criminale che non ha distinto bambini, donne e uomini durante una parata militare che ha commemorato un nuovo anniversario dell’inizio della Sacra Difesa nella Guerra Imposta contro l’Iraq.

Nel complesso, l’analisi di questo atto terroristico ha dimostrato l’imbroglio di coloro che spesso riempiono i loro titoli, editoriali e pagine interne, i loro programmi televisivi, radio, con i più svariati aggettivi quando le vittime si trovano in qualsiasi città europea o quando si verifica in qualche Paese considerato vicino alle potenze occidentali. Allora gli aggettivi si moltiplicano: terrore, massacro, estremismo, costernazione, pazzia. Nessuno sforzo semantico è risparmiato nel descrivere tali attacchi come ciò che sono, atti intenzionali volti a generare destabilizzazione, terrore sociale.

Ma se questi attacchi da parte di gruppi terroristici, creati organizzati e sostenuti dalle stesse potenze occidentali e dai suoi partner, si svolgono in altre città in Siria, Iraq, Palestina, Yemen, Iran, non si parla di terrorismo, ma sono usati eufemismi: Attacchi, Azioni armate, Assalto armato. In questo modo, l’importanza di questi crimini non viene concessa, collocandoli in una categoria inferiore. Per i media occidentali, le vittime del Medio Oriente non hanno lo spessore di quelli uccisi nelle loro città.

Vietato Parlare (ARTICOLO AGGIORNATO)

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