I media cattolici e la diffidenza verso la Russia, permane contro ogni evidenza

L’influenza dei media mainstream non risparmia neanche i media amici, quelli cattolici, che di solito fanno un ottimo ed impareggiabile lavoro. Eccone  – a titolo esemplificativo  -‘un campionario’ che dimostra un tipo di approccio molto diffuso verso gli avvenimenti mediorientali e verso l’intervento russo in Siria:

Infatti, sulla Nuova Bussola Quotidiana, in un articolo incentrato sulla Conferenza di Monaco per la sicurezza, leggo:

Paradossalmente si è alterato l’effetto che la Russia intendeva perseguire con il suo intervento diretto nella guerra in Siria: quello cioè di rafforzare il potere del regime di Damasco, suo stretto amico dai tempi dell’Urss, per mantenerlo parte viva e forte di quegli  equilibri fra le principali nazioni del Vicino e Medio Oriente, che si erano stabiliti dopo i tre conflitti arabo-israeliani del secolo scorso. Il Cremlino, con la sua diretta ingerenza militare, vittoriosa,  ha infatti dato vita ad una nuova egemonia politica regionale che se ha soddisfatto le sue ambizioni strategiche sul Mediterraneo, non vede più la Siria in una posizione centrale, bensì l’Iran sciita“.

Sappiamo che le cose non sono andate affatto cosìPurtroppo insiste una visione delle cose che non è capace di concepire i rapporti tra gli stati con lo stesso metro con cui si mantengono normalmente i rapporti tra le persone. Allo stesso modo, non è capace neanche di capire la mentalità russa e di concepire  che l’intervento russo non è stato deciso solo da calcoli geopolitici. Per la decisione è stata fondamentale la richiesta della Chiesa ortodossa che ha spinto in maniera decisiva l’intervento (vedi intervista patriarca Kirill).

Sottovalutando questo, ci si dimentica  come il ‘regime change’ in Siria coincideva con le persecuzioni e le vessazioni verso i cristiani. L’abbiamo visto a Malula, l’abbiamo visto a Kessab ed in altre molte occasioni, anche nella valle di Ninive in Iraq. Lo ha testimoniato il vescovo Abou Khazen di Aleppo “Noi siriani abbiamo più fiducia nei russi, per quello che hanno fatto per noi, ma abbiamo paura degli altri” e tutti i patriarchi siriani.  Forse la pietà cristiana in occidente in queste occasioni ha  ammirato i nostri fratelli nella sofferenza, nella dedizione fino al martirio  ma non ha ancora individuato inequivocabilmente le cause di quanto è accaduto … Altrimenti si starebbe ben attenti ad esprimere  giudizi così temerari  – che sebbene siano molto diffusi – sono molto lontani dalla realtà.

Ho voluto soffermarmi su questo aspetto perchè le politiche descritte a Monaco per essere implementate hanno bisogno di una narrativa che racconti una  una realtà stravolta addirittura capovolta. Va da sé che se da parte cattolica si rimane passivi e si fa sponda a tutto questo – oltre che rendersi responsabili di un pensiero estraneo alla cattolicità e all’approccio dei problemi insegnato dalla dottrina cattolica – si favoriranno tempi che in cui sarà ‘pianto e stridore di denti’.

Print Friendly, PDF & Email