Makron: non poniamo la destituzione di Assad come precondizione perché non esiste nessun successore legale

La Francia non prende in considerazione il rovesciamento del presidente siriano Bashar al-Assad come un prerequisito per la risoluzione del conflitto che dura ormai da sei anni. Questo è il contenuto della dichiarazione che il leader francese Emmanuel Makron ha rilasciato ad 8 quotidiani europei, lo riporta  Reuters

Il presidente francese ha dichiarato: “Il mio nuovo punto di vista su questo tema è che io non pretendo che la partenza di Bashar al-Assad sia un requisito indispensabile, perché nessuno mi ha mostrato un successore legale”. 

Reuters riferisce che Makron ha anche detto che Assad “è un nemico del popolo siriano ma non della Francia” , per questo – secondo Makron – “la nuova priorità di Parigi è combattere i gruppi terroristici e garantire che la Siria non diventi uno Stato fallito”.

Il presidente francese ha anche aggiunto: “Le mie linee sono chiare: in primo luogo la Francia ha la necessità di combattere tutti i gruppi terroristici. Sono i nostri nemici”.

Per questo, a suo giudizio “c’è bisogno della partecipazione di tutti, in particolare della Russia, per eliminarli” Egli, riferendosi a Putin, ha anche detto: “Io non credo che abbia un’amicizia incrollabile con Assad. Ha due ossessioni, la lotta al terrorismo e di evitare uno stato fallito, e così è per questo che appaiono opinioni convergenti sulla Siria”.

Stranamente dopo queste dichiarazioni Makron ha affermato che Parigi “non transige sulle armi chimiche della Siria e che la Francia è perfettamente allineata con gli Stati Uniti su questo argomento” (cioè sull’inesistente): segnale recondito agli USA o necessità di fare sponda affinchè gli amici d’oltreoceano, non si offendano eccessivamente?

Oltre a quando detto, c’è da segnalare che un magazine russo “LIFE”, riporta che -sempre ieri –  Macron ha espresso una forte critica verso la politica estera di Donald Trump che,-  a suo giudizio – rappresenta “una fonte di preoccupazione per il mondo intero”.  Secondo il il capo dell’Eliseo  “il problema è che lui non ha ancora sviluppato un quadro concettuale della sua politica estera”. Pertanto, “le sue politiche possono essere imprevedibili e possono essere fonte di preoccupazione per il mondo”.

Credo che se questa ultima esternazione trovasse ulteriore conferma e se quindi  fosse diffusa in Europa, avrebbe veramente ripercussioni politiche rilevanti. Tuttavia per quando riguarda la Siria ci acconteremmo anche che la prima dichiarazione si consolidasse.

Vedremo se ci sarà un seguito concreto alle belle dichiarazioni di principio che per la prima volta sembrano seguire un filo logico.