L’ambasciatrice USA presso le Nazioni Unite Nikki Haley si è dimessa

Casualmente ho visto il TG 2 stasera ed è passata – tra le altre – la notizia che l’ambasciatore degli Stati Uniti presso le Nazioni Unite Nikki Haley ha rassegnato le sue dimissioni. A riguardo la giornalista Giovanna Botteri, inviata della RAI negli Stati Uniti – che dovrebbe ragguagliarci delle vicende degli States – ha riferito che le motivazioni per cui la Halley si è dimessa sono ‘sconosciute’. In compenso la giornalista Rai ha riportato speculazioni circa l’eventuale candidatura alle presidenziali del 2010 dell’ex ambasciatrice Onu, cosa che tra l’altro lei stessa ha smentito.

Ma ciò evidentemente non è la cosa più pertinente riguardo l’evento di cronaca. Invece, quanto meno per correttezza di informazione la Botteri avrebbe dovuto citare quanto svariati media americani – tra cui  il giornale Huffington Post –  hanno pubblicato.

Non esiste infatti solo la versione che l’ambasciatrice si sia stufata dell’incarico perché magari gli-manca-la-famiglia-e-si-vuol-dedicare-di-più-al-menage-domestico (cosa di cui sarei personalmente contento), ma al contrario sembra che la scelta delle dimissioni sia stata una scelta in un certo senso di tipo ‘prudenziale’ giacché la Haley sembrerebbe finita nel mirino della giustizia amministrativa, per aver accettato doni impropri da uomini d’affari della Carolina del Sud.

Precisamente, la Haley è accusata di aver accettato $ 24.000 in voli di lusso, donati da uomini d’affari della Carolina del Sud. Ad accusarla è l’ispettore generale Noah Bookbinder, responsabile  di una organizzazione di controllo del Dipartimento di Stato – la  ‘Citizens for Responsibility and Ethics a Washington’ che  ha richiesto un’indagine

Noah Bookbinder  a riguardo ha dichiarato:

Accettando come regalo voli privati ​​di lusso, l’ambasciatore Haley sembra essere in linea con gli altri funzionari dell’amministrazione Trump che traggono benefici personali dalle loro posizioni pubbliche. Le nostre leggi sull’etica sono chiaramente scritte per impedire anche l’apparenza di corruzione e influenze illecite .

Come”minimo”, ha detto Bookbinder, la Haley avrebbe dovuto essere” sensibile all’aspetto che accettare doni costosi da parte degli uomini d’affari  [sono suscettibili di sospetto] specialmente in un momento in cui altri funzionari di Trump sono stati presi in scandali per viaggi sontuosi”.

In particolare Jimmy Gibbs, CEO responsabile della società di macchine tessili Gibbs International Inc., ha pagato  quattro dei voli della Haley. Altri sono stati pagati da Smyth McKissick, CEO di Alice Manufacturing della sua famiglia  , e da  Mikee Johnson , allora CEO di Cox Industries.

La ‘Citizens for Responsibility and Ethics ritiene che in merito a tali accuse Haley non abbia fornito informazioni sufficienti per scagionarla.

La notizia ha scioccato molti alti funzionari che hanno incarichi di spicco  in politica estera nell’amministrazione Trump. E’ stato preso alla sprovvista  persino il vicepresidente Mike Pence e il capo di stato maggiore della Casa Bianca John Kelly .

Quindi al di là delle frasi di rito che ne sono seguite al TG2, Nikky Haley è al centro di indagini per corruzione, vedremo se pertinenti o meno.

A mio avviso è paradossale che la Halley lasci il suo incarico per queste vicende quando invece avrebbe dovuto essere licenziata con biasimo. Infatti durante il suo incarico non ha fatto altro che  estremizzare ed acutizzare le situazioni di conflitto internazionale, anziché lenirle. Fatto alquanto grave visto che l’incarico della Haley era in seno al massimo organismo planetario per la tenuta della pace mondiale.

Questo video, documenta solo una delle tante occasioni in cui la Haley non è mai è andata nel senso di una maggiore comprensione dei problemi ed alla loro risoluzione  mentre invece non ha mancato a sfruttare irresponsabilmente il microfono nel Consiglio di sicurezza dell’ONU. In quell’occasione – come è più volte accaduto – si appellava al pretesto di una false flag chimico , per giustificare un intervento diretto contro la Siria.

Naturalmente Trump ha elogiato il lavoro svolto dalla sig.ra Haley ma la stessa spesso non ha lesinato critiche neanche verso  Trump. Ad esempio durante l’ultimo incontro tra Trump e Putin la Haley gli ha fatto da controcoro, dicendo “Non ci fidiamo della Russia, non ci fidiamo di Purin. Ma questi incontri devono essere fatti”

Al commento Trump aveva risposto come al solito con un tweet:

Negli interventi della Hley – più di tutti – sono da ricordare come particolarmente infelici le menzogne sulla Siria, paragonabili solo alla famosa fialetta all’antrace mostrata alla Nazioni Unite dal gen. Colin Powel per giustificare la guerra in Iraq. Non è esagerato dire che i suoi interventi contro la Siria sono stati sempre vere e proprie invettive, sempre protesi a giustificare ed a spingere un attacco militare, a suo vedere risolutore.

Che dire? Non ci resta ora che affidarci alla Provvidenza e sperare che la prossima rappresentante non sia un clone della Haley, cosa che la deriva attuale delle cose farebbe ipotizzare. Ma si sa, nella vita bisogna essere sempre aperti all’imprevisto. In positivo, perché l’uomo non è riducibile alle categorie di cui vive la Haley.

Vietato Parlare

La lettera di dimissioni della Haley: