Giornale turco accusa: “Gli USA hanno rifornito di armi l’ISIS in cambio di oro e manufatti”, ma è solo l’ultima di una lunga lista…

Il quotidiano turco Yeni Şafak, noto per essere legato strettamente al presidente Recep Tayyip Erdoğan e al partito dell’AK, due giorni fa ha riportato una notizia sconvolgente. Gli USA avrebbero ceduto ingenti quantità di armi allo Stato Islamico in cambio di oro e manufatti antichi trafugati nelle località conquistate le illegali campagne in Iraq ed in Siria.

Il quotidiano ha mostrato il seguente documento come atto formale che prova la consegna di armi dall’amministrazione USA a Daesh.

il documento mostrato dal giornale turco

Un testimone, descritto dal Yeni Şafak come un soggetto che “ha avuto un ruolo attivo nel processo di spedizione delle armi a DAESH”  afferma che “nel periodo 2015-2017 quantitativi di  armi sono state consegnate a DAESH con metodi diversi” ed in tre distinte località in Siria, in Iraq ed in Giordania. La fonte sotto il nome di copertura di ‘David’ , allo scopo di conservare l’anonimato,  avrebbe rivelato che le operazioni di consegna sarebbero state coordinate da 2 o 3 arabi tra cui un certo Abu Khalid.

Secondo il giornale turco gli Stati Uniti avrebbero agito congiuntamente ad alcuni membri del PKK nel processo di consegna delle armi.  Queste sarebbero state effettuate tramite gli intermediari nella località di Mansoura, a ovest di Raqqa, e nella località di confine di Al_Tanf che collega la Siria a Iraq e Giordania. Pistole e munizioni sarebbero state trasportate a destinazione servendosi delle autocisterne che trasportavano petrolio e a volte per mezzo di camion trasporto merci.
Il Yeni Şafak afferma che il PKK avrebbe affermato che 2 persone appartenenti al PKK, che avevano prestato servizio nel gruppo di consegna nel 2018 sono state giustiziate a Tel Abyat e Harab Işık ut.

‘David’ ha testimoniato al giornale turco che in alcune occasioni al gruppo di contatto statunitense in concomitanza dello consegna delle armi sarebbero stati consegnati oro e manufatti depredati nei siti storici siriani ed iracheni. Tuttavia la fonte non è certa se l’intera linea di comando USA fosse al corrente di questi traffici.

La notizia è stata ripresa anche da fonti russe mentre in Europa ed in USA – a tutt’oggi – non giunge notizia che sia stata divulgata.

Ma anche la Turchia ha mostrato connivenza con L’ISIS…

I giornali turchi hanno già precedentemente accusato l’amministrazione statunitense di collusione con l’ISIS .  Tuttavia ciò che si guardano bene di dire i media turchi, è che  Ankara ha lucrato per un lungo periodo del petrolio dell’ISIS che era costantemente trasportato  nelle raffinerie in territorio turco, per poi essere rivenduto al miglior offerente.  In proposito la Cnn ha  trasmesso un video sulla “rotta segreta del contrabbando jihadista attraverso la Turchia”.

Ed ancora, ponti aerei sono stati organizzati dai paesi reclutatori degli jadisti in Turchia (qui video CNN ” Turkey s secret jihadi smuggling route“). Inoltre, i  jihadisti di ISIS feriti sono stati curati negli ospedali turchi (Turkish government of ‘protecting ISIL and al-Nusra militants). Questa situazione di assoluta connivenza con l’ISIS è stata riportata dal giornalista  turco Kadri Gursel che ha descritto a suo tempo la frontiera turca come  “un’autostrada jihadista a doppio senso di circolazione”.

Paradossalmente mentre la Siria non può esportare petrolio per opera delle sanzioni internazionali, la Turchia per lungo tempo ha comprato il petrolio che i terroristi di ISIS estraevano dai pozzi rubati in Siria ed in Iraq (al Monitor: “ISIS is selling oil in Turkey“). Si stima che ISIS avesse prima dell’intervento russo un patrimonio di 2 miliardi di dollari i jihadisti. L’ esercito turco ha provveduto direttamente all’addestramento di militanti che poi – arrivati in Siria –  puntualmente transitavano nelle fila dell’ISIS o di al Nusra (al Qaeda in Siria).

Naturalmente nonostante la prova mostrata dal giornale turco Yeni Şafak la stampa turca non ha una buona reputazione dato il gran numero di giornalisti incarcerati per aver dissentito con il governo. Però la notizia riportata – come vi ho dimostrato – non è certo l’unica che riporta lo stesso segno.

Le altre prove dell’utilizzo dell’ISIS contro il governo siriano

Infatti, il collegamento ‘a scopo utilitaristico’ tra USA e ISIS  è noto. Precedentemente questo fatto è stato testimoniato documentalmente  dal rapporto della Defence Intelligence Agency del 2012– che descriveva il “Principato Salafita” o lo “Stato Islamico” come una risorsa strategica che avrebbe potuto essere utilizzata dalla coalizione occidentale in Siria “per isolare il regime siriano”, i media americani respinsero quella che ai tempi venne etichettata come una “teoria complottistica” nonostante fosse provata da un rapporto dell’intelligence USA reso disponibile al pubblico.

Per esempio il Daily Beast  ridicolizzò quella che definì la “Teoria Complottistica ISIS che ha inghiottito il Web” – arrivando a descrivere coloro che analizzavano il documento di intelligence del Pentagono come degli squilibrati di estrema destra o estrema sinistra. E questo nonostante il documento venisse preso molto seriamente e analizzato in profondità da alcuni dei migliori esperti mondiali del Medio Oriente e da giornalisti investigativi di testate estere come il London Review of Books, The GuardianDer Spiegel , così come RT e Al Jazeera.

Ma non è tutto, esiste anche un   rapporto del CAR del 2014  che rivela  che missili anti-carro di provenienti dai Balcani erano stati ceduti rinvenuti in mano all’ISIS  erano identici a quelli inviati nel 2013 a forze ribelli siriane nell’ambito di un programma della CIA.

Molto blando anche il trattamento riservato dalla coalizione internazionale che per lungo tempo – fino all’intervento russo nell’ottobre del 2015 – ha usato solo una frazione minimale della propria potenzialità bellica contro l’ISIS, ed in alcuni casi lo ha favorito ai danni dell’esercito siriano, bombardandolo.

L’infelice vicenda della mancata accusa della Corte penale internazionale (Cpi) contro l’ISIS

Da ricordare anche che l’’ 8 aprile 2015 la Corte penale internazionale (Cpi) si è dichiarata incompetente per i crimini perpetrati dall’ISIS come uccisioni di massa di civili, rapimento di bambini per avviarli alla guerra, riduzione di donne in schiavitù.

Ma ciò non era vero in quando in caso di genocidio ‘non valgono le immunità, né la prescrizione, nulla serve a giustificare la condotta criminosa le eventuali disposizioni della legge nazionale o l’ordine del superiore, e infine vige il principio di universalità della giurisdizione (gli autori dei crimini possono essere processati dalle autorità giurisdizionali di qualsiasi Stato)‘.

Affinchè la Corte possa esercitare la propria giurisdizione è sufficiente un deferimento da parte del Consiglio di sicurezza dell’ONU.

Invece ‘in virtù’ di questa procedura,  per Assad le richieste di incriminazione sono arrivate eccome. Sì, le accuse non sono però arrivate contro ISIS bensì contro Assad che attualmente costituisce l’ultimo baluardo contro i terroristi. Precisamente l’accusa contro Assad è stata firmata nel 2015 da 55 stati.

Non c’è altro da aggiungere, aspettiamo ora di leggere queste cose sulla nostra stampa e sui nostri media nazionali ma sono probabilmente sono troppo occupati a far i gufi su Salvini e di Maio, per occuparsene….

 

vedi anche alcuni altri articoli correlati:

Gli USA distruggono le infrastrutture di petrolio e gas siriane sotto il pretesto di combattere ISIS (qui )

Aerei della coalizione USA attaccano unità dell’esercito siriano per aiutare ISIS. ( qui )

Gli USA danno un preavviso prima di attaccare ISIS ma non agli aerei russi ( qui )

La Turchia manda armi a ISIS in Libia. 500.000 proiettili trovati nascosti nei container. ( qui )

Modesta proposta per vincere l’ISIS (qui )

Una coalizione contro Isis formata da Alì Babà ed i 40 ladroni  (qui)

NOTA: foto del comandante ISIS ricocerato in Turchia tratta dall’articolo di hurriyetdailynews.com “CHP lawmakers accuse Turkish government of ‘protecting ISIL and al-Nusra militants'” (qui)

JOIN THE DISCUSSION

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.