Gatestone: istigazione ai discorsi d’odio da parte dei musulmani verso i non musulmani

Mentre l’Occidente si preoccupa di combattere “i discorsi di incitamento all’odio”, “l’islamofobia” e i gruppi suprematisti bianchi, sembra più che disposto a ignorare l’istigazione ai discorsi d’odio da parte dei musulmani e gli atteggiamenti suprematisti nei confronti dei non musulmani.

Un’istigazione che ha luogo soprattutto in seno al processo della dawa, l’azione musulmana di propaganda e proselitismo i cui frutti si sono visti nell’attacco terroristico del 31 ottobre scorso a New York. L’autore dell’attentato, Sayfullo Saipov, originario dell’Uzbekistan, pare si sia radicalizzato negli Stati Uniti. La moschea che frequentava in New Jersey era sotto sorveglianzadel Dipartimento di polizia di New York dal 2005. Secondo un report del 2016 del Dipartimento di Stato americano, i cittadini uzbeki sono “a rischio di radicalizzazione dopo che si recano all’estero come migranti”.

In apparenza, la dawa o la propaganda – di persona oppure online – sembra essere una innocua attività missionaria volta a convertire i non musulmani. Legale nelle società occidentali, le è consentito di procedere indisturbata dai media o dai governi. La dawa, in genere, attira poca attenzione, se non quando i membri di un’organizzazione di propaganda finiscono all’improvviso sulle prime pagine dei giornali come jihadisti a tutti gli effetti.

Nei Paesi occidentali, i politici e i media sembrano preferire l’idea di considerare l’Islam essenzialmente come una religione e non come un sistema politico che, secondo i critici, cerca di imporre al mondo il proprio complesso di norme, la sharia.

https://it.gatestoneinstitute.org/11360/dawa-odio-islam

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