Francesco Votta racconta il suo viaggio in Siria a Stefano Orsi – 1 di 3

Vi propongo l’intervista che Stefano Orsi ha realizzato recuperando una esperienza di uno che alla Siria ci tiene davvero, Francesco Votta. Questo è la prima parte di 3 altre parti che seguiranno.

Capire la situazione siriana non avrebbe nulla di complicato. Semplicemente, su questo paese ricco di storia e di memoria, si è abbattuta l’imbecillità umana che procede senza più alcuna stella polare .

La crisi siriana è la replica esatta della guerra libica, con la sola differenza che la Siria era un esempio in tutto il medioriente per i progressi in-termini di laicità e pluralismo.

In questo contesto, l’informazione ha fatto da sponda al potere: o meglio, lo ha fatto dis-informazione istituzionalizzata, del tutto funzionale ai suoi intrighi ed alla disonestà del potere. Secondo il proprio ‘codice deontologico’ per i media mainstream,  le informazioni non devono rischiare di  provocare in noi, un sussulto,  un cambiamento di mentalità, e soprattutto non farci porre interrogativi.

La loro ‘mission’ è creare una opinione pubblica distratta che creda che la crisi siriana sia ‘troppo complicata da capire’ oppure ridurre tutta la realtà all’emozione che fa leva sui sentimenti, strumentalizzando e deviando dalla realtà delle cose.

La Siria vista e vissuta da Francesco Votta, raccontata senza infingimenti  in un dialogo con Sfefano Orsi (di cui propongo periodicamente i suoi aggiornamenti sulla Siria), è tutt’altra cosa e perciò il potere cerca di denigrare questo tipo di lavoro oppure di ridurne gli spazi di condivisione.

Nel racconto, emergono gli episodi più significativi e particolari inediti di un viaggio che evidenzia particolari  generalmente non coperti dai media mainstream. Parte 1 di 3.

Dopo questa prima parte, nei prossimi appuntamenti Francesco Votta racconterà del suo soggiorno a  Latakia e del viaggio fino ad Aleppo.

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