Persecuzione ai cristiani a motivo della fede
Ho trovato per caso questo sito che riporta i casi di persecuzioni a cristiani nel mondo:
fonte http://www.persecution.org/category/news
In tempi di menzogna universale, dire la verità è già un atto rivoluzionario (Georges Orwell) – vietatoparlare blog web site
Ho trovato per caso questo sito che riporta i casi di persecuzioni a cristiani nel mondo:
fonte http://www.persecution.org/category/news
leggendo l’articolo che segue penso che queste persone sono i veri realisti, sono gli uomini che fanno la storia, qiuella che conta, quello che può cambiare il destino. Anche tra i cristiani italiani invece mi trovo a constatare menti condizionate, che non capiscono cosa sia una guerra, non ci arrivano perchè la fanno altri, si stancno subito se ne parlo e si sentono a disagio, se ne escono con una battuta contro il governo o chi altro senza una riflessione su se stessi, su chi ci ha condotto a delegare la nostra vita ad altri, e al punto che altri ne hanno preso possesso… altrimenti se ne parlerebbe ogni giorno, come per il Vietnam negli anni 70.Si chiederebbe perdono ogni giorno. Un uomo che uccide un altro uomo per i motivi di altri è la barbarie più pura. L’abisso più profondo, la solitudine più tremenda in cui un uomo può far cadere tutti, si creano ferite . Ed oggi si uccidono uomini anche senza vederli con i droni a migliaia di km di distanza , è la disumanizzazione più totale. Ma tutto sembra rientrare in un discorso politico, mentre ci si gioca la concezione che ognuno ha della propria vita, del proprio pasto quotidiano, del lavoro dei figli. Ma abbiamo deciso di vivevere ogni istante separato dall’altro, i momenti in cui siamo religiosi dai momenti in cui non lo siamo, i momenti in cui siamo licenziati dai momenti in cui non lo siamo…
(VietatoParlare.it)
da ASIA NEWS
Mons. Martinelli: “Il lavoro dei cattolici resterà una della pagine più eroiche della testimonianza della Chiesa in Libia”. Oltre 2mila fra infermieri e medici filippini rimasti nel Paese per servire la popolazione, nonostante la guerra.
Tripoli (AsiaNews) – “Quando la guerra finirà, il lavoro dei cattolici resterà una delle pagine più eroiche della testimonianza della Chiesa in Libia”. E’ quanto afferma ad AsiaNews mons. Giovanni Innocenzo Martinelli Vicario apostolico di Tripoli, che loda “il lavoro prezioso” degli oltre 2mila cattolici filippini rimasti negli ospedali per aiutare la popolazione.
“Dopo l’inizio dei bombardamenti Nato – racconta il prelato – la maggior parte degli immigrati ha perso il lavoro ed è fuggita e chi è rimasto sta affrontando enormi difficoltà”. Mons. Martinelli spiega che nelle principali città della Tripolitania manca il carburante e si fa la coda per prendere il pane e altri beni di prima necessità. “Infermieri e medici filippini – afferma – hanno scelto di restare, non per denaro, ma per servire il popolo libico e la Chiesa, affrontando con coraggio e responsabilità le difficoltà della guerra”.
Il vescovo sottolinea anche il coraggio dei migranti dell’Africa sub – sahariana, in gran parte operai edili, rimasti per aiutare la popolazione in questo momento drammatico. “Queste persone – dice mons. Martinelli – stanno offrendo il loro tempo e la loro vita per la Chiesa e sono un segno di speranza per i libici”.
Dopo quasi sei mesi, la guerra è in fase di stallo. I raid aerei della Nato continuano a colpire obiettivi strategici nelle aree controllate da Gheddafi, consentendo ai ribelli di Bengasi di avanzare verso Tripoli. Ma le truppe fedeli al regime sono ancora lontane da una totale disfatta e ieri hanno respinto un attacco riconquistando per qualche ora alcuni villaggi a circa 100 km dalla capitale. Il 15 luglio i membri del Gruppo di contatto sulla Libia si riuniranno a Istanbul (Turchia) per intensificare la pressione su Gheddafi, che rifiuta di lasciare il potere, ed elargire nuovi finanziamenti ai ribelli.
Mons. Martinelli spera che con l’arrivo del Ramadan – all’inizio di agosto – si possa giungere a una tregua. “La popolazione è stanca di questo conflitto – afferma il prelato – non dobbiamo stancarci di pregare Dio affinché illumini le menti dei leader, portandoli a deporre le armi”. (S.C.)
Il ministero per le Minoranze e’ stato eliminato ieri: era un ministero che almeno formalmente serviva a dare un’aria di stato di diritto al governo pakistano e invece la mia delusione è grande , mi appare ora come un’unica , immensa area tribale. Seppure privo di grandi possibilità di concreto intervento, esso era l’unico debole appiglio per i dimenticati, per i perseguitati per ogni ignobile motivo nascosto dall’accusa religiosa.
Il ministero per le minoranze religiose era dotato di scarsi mezzi e operava nell”ostilità diffusa nel paese tant’è che l’ultimo suo ministro aveva pagato con lavita la sua battaglia di civiltà, legittimità, libertà e di giustizia.
Almeno se non per altro, per quest’ultima ragione, in memoria di lui lo scioglimento è insensato, è come il governo se dasse un segnale nel paese, ai violenti, che l’aria è cambiata , ed in peggio.
La notizia sembra conseguenziale a quella di qualche giorno fa : la mancata concessione del visto di ingresso ai giornalisti che vorrebbero entrare nel paese per documentare la condizione di discriminazione e a volte di persecuzione in cui sono tenute tutte le minoranze religiose ,e in particolare quelle cristiane. Contro di loro ogni cosa è ammissibile, furti, rapimenti, denunce di blasfemia (reato che si paga con l’impiccagione o con l’ergastolo: basta anche un sms “blasfemo” per guadagnarsi l’ergastolo o toccare il Corano senza lavarsi per avere 25 anni di reclusione ), depredare i propri averi e quant’altro è facilissimo semplicemente accusando chi si odia di blasfemia e la polizia e i funzionari del governo sono fortemente conniventi con questo. Se non condannati spesso gli accusati sono vittime di omicidi, vere e proprie esecuzioni extragiudiziali.
Diceva qualche tempo fà, Padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews:
“Viene frenato il contributo allo sviluppo del Paese, perché viene frenato l’impegno delle scuole, l’impegno dei centri sociali, l’impegno degli ospedali verso la popolazione pakistana. Questa legge di fatto distrugge la convivenza tra diverse comunità religiose in Pakistan e questo – secondo me – è un problema internazionale”
Ricordiamo il caso emblematico di Asia Bibi, madre di famiglia che langue ancora in carcere dopo due anni di detenzione solo per avere passato un bicchiere d’acqua a una donna mussulmana , avendoci bevuto prima lei e così avendo reso “IMPURO” il pozzo.
E’ successa una cosa grave, si è eliminata anche l’IDEA stessa di diritto. Anzi, con l’abolizione del ministero delle minoranze religiose si è ora fatto “piazza pulita” di ogni diritto, anche quelle dei mussulmani, perchè se prevarrà la legge della ragione del più forte quello che prevarrà non è una “fede” ma la legge della violenza pura che non si identifica a nessuna religione esistente, qualsivoglia supremazia si voglia dare l’una sull’altra, vince solo la violenza ideologica. Per arrivare a questo imbarbarimento non occorre alcuna religione, basta da solo l’uomo lasciato alla propria apatia, al proprio egoismo egocentrico, al proprio cinismo… questo avviene quando dimentica che non si è fatto da solo e si abbandona così alla paura e all’egoismo perchè in reltà crede solo in sè stesso e alle proprie regole, che crede sufficienti per arrivare a Dio. Tutto cio mi lascia esterefatto e deluso perchè accade in una società dove la stragrande maggioranza delle persone si dice invece religiosa, ossia che non si ferma alle cose materiali, ma trascende, crede che il finito è segno dell’ infinito verso cui il cuore tende.
Allora questa inusitata e infelice decisione dello stato pakistano, sopraggiunta quando ancora permane l’ignobile legge sulla blasfemia ( e il successivo colpevole immobilismo), avvenuta dopo l’uccisione di duesuoi stessi leali servitori ( il ministro delle minoranze religiose Shahbaz Bhatti ed il governatore del Punjab, Salmaan Taseer) che hanno difeso una donna innocente non dovrebbe far felice nessuno. E’ una sconfitta per tutti i pakistani leali e onesti, per tutti i pakistani autenticamente religiosi.
E’ una sconfitta per l’occidente cristiano che tace, così come una sconfitta per tutti i pakistani, è una sconfitta inanzitutto per chi essendo in una posizione di forza, non capisce che la forza si vede dalla pietà e dalla compassione : chi è forte con i deboli non è forte, è un concetto semplice.
Un altro lato oscuro del risorgimento è la persecuzione scatenata contro la Chiesa cattolica dalla potente alleanza liberale, massonica e protestante.
L’Italia è l’unico Paese d’Europa che ha conquistato l’unità nazionale attraverso un duro contrasto con la propria Chiesa. Naturalmente, nel caso dell’Italia, si sta parlando della Chiesa cattolica.
Perché lo Stato sabaudo, il Regno sardo-piemontese che si dice costituzionale e liberale e si è messo alla guida del processo che ha portato all’unità d’Italia ha perseguitato duramente la Chiesa?
Continue reading “Risorgimento e persecuzione della Chiesa.” »
Questa vicenda è una vicenda talmente grossolanamente ingiusta che mi fa vedere chiaramente quanto l’uomo non segua il suo cuore, quello che è, ma si attacca piuttosto a dei “mezzucci” in cui sempre prevale comunque il suo peccato. Questo mi fà vedere quanto è necessario seguire Cristo, centro del cosmo, della storia , unica salvezza per me e l’umanità.
Veramente il Pakistan è PALESEMENTE ambiguo, hanno nascosto Bin Laden , la sua abitazione era in una zona piena di caserme dell’esercito pakistano. Il ministro per le minoranze religiose, Shanbaz Bhatti (mi ha profondamente commosso l’articolo su tracce) lo lasciavano andare senza scorta, e la sua carica era solo tollerata e data per dare un “contentino” agli occidentali, ma lui aveva fatto quello che poteva e disturbava, non se ne era stato “buono buono”.
Asia Bibi da più di un anno in carcere per niente. Condannata all’impiccagione a e a 1.100 dollari di multa. Sottoposta ad ogni genere di angherie, prega ogni giorno incessantemente , in Quaresima ha digiunato, è una persona che dice che preferisce morire che diventare mussulmana, una donna che sta testimoniando la sua fede e lo sta facendo per tutti noi, per la sua gente, per il suo paese . Io sto pubblicando ogni notizia che ho e partecipando ad ogni iniziativa in favore. Se si salva lei sarà un passo contro la legge sulla blasfemia. Il Pakistan è uno stato che vule fare il moderato solo per i dollari USA, è uno Stato che non controlla il suo territorio (aree tribali) , che però ha addirittura l’arma atomica!!!
Mercoledì, 20 aprile, il mondo intero pregherà per la salvezza di Asia Bibi. Lo potrà fare chiunque, ovunque, anche accendendo una candela sul davanzale della propria finestra oppure un lume virtuale sui social network. Lo faranno vescovi, arcivescovi, cardinali, parroci, semplici fedeli, monasteri di clausura che si sono organizzati per tempo e persino uomini politici. Particolari intenzioni di preghiera possono del resto essere inviate a specialprayerday@gmail.com
Per volontà della Fondazione Masihi – che si occupa dell’assistenza legale ad Asia e del supporto materiale alla sua famiglia – mercoledì in Pakistan si celebrerà infatti una “Speciale Giornata di preghiera per Asia Bibi, e per le vittime della legge sulla blasfemia”. All’iniziativa, rilanciata dall’Agenzia Fides, ha aderito subito mons. Andrew Francis, vescovo di Multan e presidente della Commissione per il Dialogo Interreligioso nella Conferenza Episcopale del Pakistan, il presule da cui è partita l’iniziativa di chiedere a Papa Benedetto XVi la proclamazione di Shahbaz Bhatti (1968-2011) – il ministro cristiano per le Minoranze religiose assassinato in Pakistan il 2 marzo a motivo della sua fede e del suo impegno civile – «martire e patrono della libertà religiosa». A lui si unirà, in Italia, il cardinal Jean Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, celebrando nella cappella del nostro parlamento una Messa organizzata dall’Associazione Parlamentari Amici del Pakistan e dall’Associazione Pakistani Cristiani in Italia.
Asia Bibi langue in carcere in Pakistan, il suo Paese, dal 2009. Asia Bibi è cristiana, e nel suo Paese già questo è un reato. In Pakistan, nel suo Paese, Asia Bibi attende in carcere l’esecuzione della sentenza capitale a cui è stata condannata per “blasfemia”. Perché nel suo Paese, il Pakistan, vige una “legge contro la bestemmia” che serve per colpire arbitrariamente e severamente tutti coloro che in un modo qualsiasi vengano ritenuti “nemici” dell’islam.
Un giorno del giugno 2009 Asia lavorava come ogni altro giorno alla fattoria del villaggio di Ittan Wali, nel distretto di Sheikhupura, in quel Punjab i cui governatori vengono ammazzati dalle proprie guardie del corpo poiché non fanatici pur se musulmani come Salmaan Taseer (1944-2011).
Ad Asia fu chiesto di andare alla fonte a prcurar dell’acqua, ma poi alcune delle sue colleghe musulmane si rifiutarono di bere dal recipiente toccato dalle sue mani cristiane e “impure”. Siamo nel Pakistan dei mille fondamentalismi islamici, non dimentichiamolo, un Paese il cui nome in lingua urdu significa “terra dei puri”. Qualcuno pensò poi di arricchire il racconto inventandosi che, nell’alterco seguitone, la donna avesse proferito commenti pesanti sul profeta Maometto. Ne scoppiò una rissa, e Asia e i suoi familiari vennero assaliti e picchiati da una plebaglia incarognita. Non fosse stato per la polizia, la famosa pena capitale che pende oggi sul capo della donna avrebbe già avuto, sommariamente, ragione di lei in quei torridi giorni pakistani di due anni fa. Scampò. E però la polizia di uno Stato così, di uno Stato come il Pakistan in cui l’islam è protetto da una “fantasiosa” legge “contro la blasfemia” che serve solo a colpire i “nemici di fede”, non molla. L’inchiesta seguita ai fatti di Ittan Wali rovesciò la situazione, spedendo Asia in prigione. Fu carcere preventivo, duro, per un anno. Alla fine, nel novembre 2010, il giudice Muhammed Naveed Iqbal del tribunale di Sheikhupura chiuse il caso condannando Asia alla morte per impiccagione. Più una multa si 1.100 dollari.
Continue reading “Mercoledì una speciale giornata mondiale di preghiera per Asia Bibi” »