vietato parlare

In tempi di menzogna universale, dire la verità è già un atto rivoluzionario (Georges Orwell) – vietatoparlare blog web site

Pakistan: quando cresce la persecuzione alle minoranze si abolisce il ministero per le Minoranze

Il ministero per le Minoranze e’ stato eliminato ieri: era un ministero che almeno formalmente serviva a dare un’aria di  stato di diritto al governo pakistano e invece la mia delusione è grande , mi appare ora come un’unica ,  immensa area tribale.  Seppure privo di grandi possibilità di concreto intervento, esso era l’unico debole appiglio per i dimenticati, per i perseguitati per ogni ignobile motivo nascosto dall’accusa religiosa.
Il  ministero per le minoranze religiose era dotato di scarsi mezzi e operava nell”ostilità diffusa nel paese tant’è che l’ultimo suo ministro aveva pagato con  lavita la sua battaglia di civiltà, legittimità, libertà  e di giustizia.
Almeno se non per altro, per quest’ultima ragione,  in memoria di lui lo scioglimento è insensato, è come il governo se dasse un segnale nel paese, ai violenti, che l’aria è cambiata , ed in peggio.

La notizia sembra conseguenziale a quella di qualche giorno fa :  la mancata concessione del visto di ingresso ai giornalisti che vorrebbero entrare nel paese per documentare la condizione di discriminazione e a volte di persecuzione  in cui sono tenute tutte  le minoranze religiose ,e  in particolare quelle cristiane.  Contro di loro ogni cosa è ammissibile, furti, rapimenti, denunce di blasfemia (reato che si paga con l’impiccagione o con l’ergastolo:  basta anche un sms “blasfemo”  per guadagnarsi l’ergastolo  o toccare il Corano senza lavarsi per avere 25 anni di reclusione ),  depredare i propri averi  e quant’altro è facilissimo semplicemente accusando chi si odia di blasfemia e la polizia e i funzionari del governo sono fortemente conniventi con questo. Se non condannati spesso gli accusati sono vittime di omicidi, vere e proprie esecuzioni  extragiudiziali.

Diceva qualche tempo fà, Padre Bernardo Cervellera, direttore di AsiaNews:
“Viene frenato il  contributo allo sviluppo del Paese, perché viene frenato l’impegno delle scuole, l’impegno dei centri sociali, l’impegno degli ospedali verso la popolazione pakistana. Questa legge di fatto distrugge la convivenza tra diverse comunità religiose in Pakistan e questo – secondo me – è un problema internazionale”

Ricordiamo il caso emblematico di Asia Bibi, madre di famiglia che langue ancora in carcere dopo due anni di detenzione solo per avere passato un bicchiere d’acqua a una donna mussulmana , avendoci bevuto prima lei e così avendo reso “IMPURO” il pozzo.

E’ successa una cosa grave, si è eliminata anche l’IDEA stessa  di  diritto.   Anzi, con l’abolizione del ministero delle minoranze religiose si è ora  fatto “piazza pulita” di ogni diritto, anche quelle dei mussulmani, perchè se prevarrà la legge della ragione del più forte  quello che prevarrà non è una “fede” ma la legge della violenza pura che non si identifica a nessuna religione esistente, qualsivoglia supremazia si voglia dare l’una sull’altra, vince solo la violenza ideologica. Per arrivare a questo imbarbarimento non occorre alcuna religione, basta da solo l’uomo lasciato alla propria apatia, al proprio egoismo egocentrico, al proprio cinismo… questo avviene quando dimentica che non si è fatto da solo e si abbandona così  alla paura e all’egoismo perchè in reltà crede solo in sè stesso e alle proprie regole, che crede sufficienti per arrivare a Dio.  Tutto cio mi lascia esterefatto  e deluso perchè accade in una società dove la stragrande maggioranza delle persone si dice invece religiosa, ossia che non si ferma alle cose materiali, ma trascende, crede che il finito è segno dell’ infinito verso cui il cuore tende.

Allora questa inusitata e infelice decisione dello stato pakistano, sopraggiunta quando ancora permane l’ignobile legge sulla blasfemia ( e il successivo colpevole immobilismo), avvenuta dopo l’uccisione di duesuoi stessi leali servitori ( il ministro delle minoranze religiose Shahbaz Bhatti ed il governatore del Salmaan Taseer) che hanno   difeso una donna innocente   non dovrebbe far felice nessuno. E’ una sconfitta per tutti i pakistani leali e onesti, per tutti i pakistani autenticamente religiosi.

E’ una sconfitta per l’occidente cristiano che tace, così come  una sconfitta per tutti i pakistani, è una sconfitta inanzitutto per chi essendo in una posizione di forza, non capisce che la forza  si vede dalla  pietà e dalla compassione : chi è forte con i deboli non è forte, è un concetto semplice.

Asia Bibi: "Fate sapere quello che mi è capitato… Ho bisogno di voi! Salvatemi!"

l'uccisione del ministro Bhatti? Il governo è "succube" dei fondamentalisti

Il governo Pakistano non cambierà la legge sulla blasfemia

Asia news: Il racconto terribile della strage nella chiesa cristiana a Bagdad.

Hanno mitragliato la croce, ridendo e dicendo alle persone: “Ditegli di salvarvi”

Riporto le Testimonianze dell’eccidio pubblicate su su Asianews che mi hanno commosso e che ho nel cuore, lo faccio per dare quanto più possibile il tenore di quanto stà succedendo e dare omaggio a quel sangue  e a quegli occhi e dare  voce , per quanto piccola , a questi nostri fratelli.
Dobbiamo amare la nostra storia, è venuto il tempo di convertirsi totalmente e di rendere testimonianza  che Cristo ci ha salvati tutti. Convertirsi vuol dire oggi, amare la popria storia e non vergognarsi di Lui. (VietatoParlare)

Testimoni del massacro: i racconti di chi era dentro la chiesa a Baghdad

Le “Piccole sorelle di Gesù” di Baghdad hanno raccolto le testimonianze dei sopravvissuti al massacro compiuto il 31 ottobre nella chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso, e le hanno riportate in una lettera che pubblichiamo nella sua integralità.

Baghad (AsiaNews) – Il 31 ottobre un commando di Al Qaeda ha fatto irruzione nella cattedrale siro-cattolica di Baghdad. I terroristi, che si sono fatti esplodere nella chiesa, hanno provocato una strage: 52 morti e decine di feriti. Di seguito pubblichiamo la lettera di alcune religiose, testimoni dell’eccidio.

Cari fratelli e sorelle ovunque,

Vogliamo cominciare questa lettera ringraziandovi tutti per tutti i messaggi di comunione e di solidarietà che abbiamo ricevuto. Ci sono molte catastrofi naturali in questo momento nel mondo che fanno molte più vittime che da noi, ma la causa non è l’odio, e questo fa tutta la differenza. La nostra chiesa è abituata ai colpi duri, ma è la prima volta che ne riceve di così violenti e selvaggi e soprattutto è la prima volta che questo accade all’interno della chiesa, di norma fanno esplodere delle bombe nei cortili delle chiese. La chiesa di Nostra Signora dell Perpetuo Soccorso è una delle tre chiese siro-cattoliche di Baghdad; la maggior parte di quelli che la frequentano sono dei cristiani di rito siriaco originari di Mossul o di tre villaggi cristiano-siriaci vicini a Mossul: Qaragosh, di cui sono originari le nostre sorelle Virgin Hanan e Rajah Nour; Bartolla e Bashiqa di cui è originaria Mariam Farah. Grazie a Dio nessuna di loro ha avuto parenti prossimi uccisi o feriti gravemente.

Continue reading “Asia news: Il racconto terribile della strage nella chiesa cristiana a Bagdad.” »

la libertà di Suu Kyi e la libertà dell’uomo, tra religiosità e potere

Via libera dei militari. Ma rifiuta qualunque condizione: prima di tutto, l’eventuale divieto di tornare a parlare in pubblico.

provo una simpatia innata per questa donna e mi pare che la sua libertà sia strettamente connessa con la mia e penso che uno che resiste così in modo determinato ha un concetto di libertà totale che giudica l’uomo intero, una libertà che trascende dal dato politico contingente,  casualmente mi sono  trovato tra le mani e a rileggere     :

libertà dell’uomo, tra religiosità e potere

apparso sul Foglio qualche anno fà, chi parla era don Luigi Giussani che rispondeva a un Gruppo di Comunione e Liberazione:

“Che cosa pensi della cultura occidentale?”

Questa domanda per noi è importante perché viviamo in un paese che vuole essere l’espressione realizzata dell’occidente. “Mi pare che sia una domanda onnicomprensiva.

Credo che, innanzitutto, la cultura occidentale possieda dei valori tali per cui si è imposta e come cultura e operativamente, socialmente, a tutto il mondo.

C’è una piccola osservazione da aggiungere: che tutti questi valori la civiltà occidentale li ha ereditati dal cristianesimo:

il valore della persona,
assolutamente inconcepibile in tutta la letteratura del mondo, perché la persona è concepibile come dignità esclusivamente se è riconosciuta non derivare integralmente dalla biologia del padre e della madre
, altrimenti è come un sasso dentro il torrente della realtà, una goccia di un’ondata che si infrange contro la roccia;

il valore del lavoro (nota mia : ogni cosa è specchio del più grande, la vita è un fatto affettivo, non un elenco di valori ma sostanzialmente per non complicarci la vita mi è evidente nella mia esperienza umana che: il significato di tutta la vita stà in una dipendenza, ma non una dipendenza come ad una bombola d’ossigeno , ma una dipendenza con un Tu che si rivela) , che in tutta la cultura mondiale, in quella antica ma anche per Engels e Marx, è concepito come una schiavitù, è assimilato a una schiavitù, mentre Cristo definisce il lavoro come l’attività del Padre, di Dio;

il valore della materia, vale a dire l’abolizione del dualismo fra un aspetto nobile e un aspetto ignobile della vita della natura, che non esiste per il cristianesimo; la frase più rivoluzionaria della storia della cultura è quella di san Paolo: ‘Ogni creatura è bene’, per cui Romano Guardini può dire che il cristianesimo è la religione più “materialista” della storia; il valore del progresso, del tempo come carico di significato, perché il concetto di storia esige l’idea d’un disegno intelligente.

Questi sono i valori fondamentali della civiltà occidentale, a mio avviso. Non ne ho citato un altro, perché è implicito nel concetto di persona:
la libertà
. Se l’uomo deriva tutto dai suoi antecedenti biologici, come la cultura imperante pretende, allora l’uomo è schiavo della casualità degli scontri e quindi è schiavo del potere, perché il potere rappresenta l’emergenza provvisoria della fortuna nella storia. Ma se nell’uomo c’è qualche cosa che deriva direttamente dall’origine delle cose, del mondo, l’anima, allora l’uomo è realmente libero.

L’uomo non può concepirsi libero in senso assoluto: siccome prima non c’era e adesso c’è, dipende. Per forza. L’alternativa è molto semplice: o dipende da Ciò che fa la realtà, cioè da Dio, o dipende dalla casualità del moto della realtà, cioè dal potere. La dipendenza da Dio è la libertà dell’uomo dagli altri uomini.

La mancanza terribile, l’errore terribile della civiltà occidentale è di aver dimenticato e rinnegato questo. Così, in nome della propria autonomia, l’uomo occidentale è diventato schiavo di ogni potere. E tutto lo sviluppo scaltro degli strumenti della civiltà aumenta questa schiavitù.

La soluzione è una battaglia per salvare: non la battaglia per fermare la scaltrezza della civiltà, ma la battaglia per riscoprire, per testimoniare, la dipendenza dell’uomo da Dio.

Quello che è stato in tutti i tempi il vero significato della lotta umana, vale a dire la lotta tra l’affermarsi dell’umano e la strumentalizzazione dell’umano da parte del potere, adesso è giunto all’estremo. Come Giovanni Paolo II ha messo in guardia tante volte, il pericolo più grave di oggi non è neanche la distruzione dei popoli, l’uccisione, l’assassinio, ma il tentativo da parte del potere di distruggere l’umano. E l’essenza dell’umano è la libertà, cioè il rapporto con l’infinito.

Perciò è soprattutto nell’occidente che la grande battaglia deve essere combattuta dall’uomo che si sente uomo: la battaglia tra la religiosità autentica e il potere. Il limite del potere è la religiosità vera – il limite di qualunque potere: civile, politico ed ecclesiastico”.

New York, 8 marzo 1986

l'odio brucia ogni cosa: scuole ridotte in cenere in India

L’idiozia della follia islamista….

“la comunità che serviamo è al 100% musulmana”, afferma con amarezza Pravez Samuel Kaul, il preside della Tyndale Biscoe School , ridotta in cenere. “Per ironia – aggiunge – la nostra biblioteca conteneva diverse copie del …Corano”.

fonte: da asianews  (Kashmir: parla il direttore della scuola cristiana bruciata di Parvez Samuel Kaul)

La scuola serviva 500 giovani tutti musulmani. Il danno maggiore è fatto alla stessa comunità islamica. La scuola appartiene alla Chiesa del North India che lavora in Kashmir da 150 anni. La folla inferocita ha bruciato anche copie del Corano presenti nella biblioteca dell’edificio.

Tangmarg (AsiaNews) – Non vi sono studenti cristiani nella scuola bruciata dagli estremisti islamici tre giorni fa: “la comunità che serviamo è al 100% musulmana”, afferma con amarezza Pravez Samuel Kaul, il preside della Tyndale Biscoe School , ridotta in cenere i risposta alla campagna “Brucia il Corano” lanciata negli Usa dal pastore Terry Jones. “Per ironia – aggiunge – la nostra biblioteca conteneva diverse copie del Corano”.

Kaul, cristiano anglicano, lavora da 26 anni nel campo educativo in Kashmir. Nel suo racconto della distruzione egli fa notare la superficialità delle forze dell’ordine, che non sono intervenute al momento opportuno; il fondamentalismo di molti che da un momento all’altro si sono rivoltati contro la scuola, facendo un danno a se stessi. “L’impatto della perdita [della scuola] – confessa con dolore – sarà sentito anzitutto dagli stessi musulmani”. Ecco quanto ha raccontato ad AsiaNews.

La Tyndale Biscoe School appartiene alla Chiesa del Nord India ed è un ramo della Tyndale Biscoe and Mallinson Educational Society, che opera in Jammu e Kashmir.

La nostra scuola a Tangmarg – a nordovest di Srinagar – era fatta per servire la popolazione rurale dell’area. Tangmarg fa parte della fascia agricola e non vi è presenza di alcun cristiano. La comunità che serviamo è al 100% musulmana e la nostra società è lì dal 1880. Questa scuola era il nostro contributo alla società rurale, offrendo valori globali basati sulla laicità e sulla qualità dell’educazione. Tutto il nostro personale, insegnante e non, è composto da musulmani.

L’incendio della nostra scuola è il risultato immediato dell’oltraggio causato dalla proposta di bruciare il Corano negli Usa.

Il 12 sera scorso, in Kashmir, la moschea locale ha mostrato un video preso da un canale televisivo iraniano, che riprendeva la dissacrazione del Corano. Dopo ciò la moschea ha chiamato a raccolta tutta la gente e le persone si sono radunate fin dalle 4 del mattino [del 13 settembre]. L’amministrazione locale non ha preso alcun provvedimento: per loro la gente si sarebbe dispersa dopo la manifestazione e tutte le nostre richieste di sicurezza sono rimaste inascoltate.

La folla è cresciuta fino a 15 -20 mila persone e hanno marciato verso la scuola, che è a circa 1-2 km dal luogo del raduno, iniziando il saccheggio e l’incendio. L’intera struttura di tre piani, con 26 aule, la biblioteca, i laboratori di computer e di scienza sono stati completamente distrutti.

Per ironia, la nostra biblioteca conteneva diverse copie del Corano. In mezz’ora tutta la struttura è andata a fuoco e rasa al suolo, essendo fatta di legno.

Prima di bruciarla, la folla ha vandalizzato l’edificio. La nostra era una scuola molto bella, avevamo appena finito di imbiancarla, e ora è rasa al suolo… Era distribuita su tre acri e ora appare così desolata e devastata.

Questa distruzione è frutto del fanatismo incontrollato. Mi hanno detto che durante la furia della folla, qualcuno commentava: Perché dovrebbe esserci una scuola cristiana nel nostro villaggio?

Il nostro fondatore, Biscoe, credeva molto nello sviluppo attraverso l’educazione e questa scuola nel Kashmir ha servito la società agricola locale per 150 anni. Attualmente la scuola aveva 500 studenti – tutti musulmani – provenienti da 150 villaggi. L’impatto della perdita per la scuola sarà sentito anzitutto dagli stessi musulmani. La nostra organizzazione in tutto il Kashmir è collegata con almeno 7 mila famiglie, tutte musulmane.

La mia preghiera è che i leader religiosi predichino di più l’amore verso il prossimo. Poi che questa società del Kashmir possa ragionare di più: purtroppo molti ragionano da fondamentalisti e ciò causa incidenti come quello che abbiamo subito.

È triste ricordare che il giorno dell’Eid c’erano migliaia e migliaia di persone fuori dal campus della scuola a Srinagar. In un incontro i leader musulmani hanno denunciato la campagna “Brucia il Corano”, ma hanno riconosciuto l’importante contributo dei cristiani nella società kashmiri. Essi hanno pure sottolineato che la microscopica comunità cristiana dà un gigantesco servizio nel campo dell’educazione e della salute….

Purtroppo, il giorno dopo, in questo angolo sperduto del Kashmir, la gente è stata incitata a sfogare la propria furia contro la nostra scuola.

(Ha collaborato Shefali Prabhu)

Asia news: Chai Ling, ex leader di Tiananmen è divenuta cristiana

Mi ha colpito questo articolo, abbiamo tutti bisogno  di fatti e non parole e solo chi ha sofferto e lottato puo’ riconoscere un approdo dolce come quello di Gesù Cristo e non ti basta allora nient’altro di meno! Di chiacchiere ora piu’ che mai sono capaci in molti, pochi conoscono queste sofferenze, pochi conoscono l’inutilità della lotta umana alla ricerca della giustizia che genera violenza anch’essa a meno che non accada un fatto inaspettato e verificabile nell’esperienza umana…

La sua conversione dovuta all’impotenza nel cambiare la Cina e al dolore per gli aborti forzati che avvengono nel suo Paese con la legge del figlio unico “cento volte più violenta del massacro di Tiananmen”. L’invito ai leader cinesi di pentirsi e a scoprire il perdono di Dio.

Boston (AsiaNews) – Chai Ling, l’unica donna leader di piazza Tiannamen nell’89, si è fatta battezzare il 4 aprile scorso. Aveva domandato di essere cristiana nel dicembre 2009.

Il giorno del suo battesimo ella ha spiegato il motivo che l’ha portata alla fede cristiana: la sua impotenza a cambiare la Cina e il dolore a vedere tanta violenza nel suo Paese, non solo nel campo dei diritti umani e della democrazia, ma soprattutto per gli aborti forzati causati dalla legge del figlio unico, che lei definisce “un massacro di Tiananmen quotidiano, cento volte superiore e fatto alla luce del giorno”.

La sua testimonianza è stata pubblicata integralmente sul sito di ChinaAid , dove racconta pure di tutti gli incontri e gli amici che l’hanno aiutata ad accogliere il cristianesimo.

Chai Ling è nata durante la Rivoluzione culturale da una coppia di soldati dell’esercito per la liberazione del Popolo, in una base militare del nord-est della Cina.

Durante le manifestazioni di Tianamen nel maggio-giugno 1989, Chai Ling, 23enne, era studente di psicologia all’Università Normale di Pechino (Beishida). È stata l’unica donna leader del gruppo, che ha previsto con grande tristezza la fine tragica del movimento democratico (“Ci sarà un bagno di sangue”, aveva detto in un’intervista giorni prima del fatidico 4 giugno). Insieme ad altri 11 studenti aveva espresso il giuramento di versare il suo sangue per la patria, sul modello degli eroi-martiri cinesi del passato che si suicidavano per risvegliare il loro popolo.

Dopo il massacro, Chai Ling è divenuta una dei 21 più ricercati dalla polizia cinese. Grazie all’aiuto di un gruppo di buddisti e di personalità di Hong Kong, dopo un periodo di vita nascosta, è riuscita a fuggire prima in Francia e poi negli Stati Uniti.

Stabilitasi a Boston, si è laureata ad Harvard in economia e con il marito Robert Maggin jr hanno dato vita a una compagnia di software che impiega quasi 300 persone. Non ha mai dimenticato il suo giuramento e ha sempre usato parte dei loro profitti per aiutare orfanotrofi e organizzazioni per i diritti umani in Cina.
Continue reading “Asia news: Chai Ling, ex leader di Tiananmen è divenuta cristiana” »

CINA

Cina, quel PIL che viene dal lager

La Cina ha superato l’Italia (e ben presto supererà anche Francia e Regno Unito) per l’ammontare del Prodotto Interno Lordo (da non confondere col reddito pro-capite o altri parametri di ricchezza/benessere delle persone). Ma dietro queste cifre, c’è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e la violazione dei diritti umani.

Milioni di cinesi (religiosi, fedeli e sospetti dissidenti politici) sono schiavi nei logai, i lager cinesi, dove l’unica via di fuga è il suicidio. E dei morti si fanno cosmetici, o si prelevano gli organi per trapianti. Attivi dal 1950, i lager socialisti sono in ulteriore espansione. Perchè, mentre il mondo si stupisce del boom cinese (e lo celebrerà alle Olimpiadi di Pechino), l’economia cinese va avanti con lo schiavismo.

L’articolo completo da fattisentire.net

"Il Vescovo di San Marino Montefeltro sente il gravissimo dovere di coscienza di invitare tutti i Fedeli alla lettura di questa agghiacciante testimonianza.
Che Dio non maledica una società in cui avvengono fatti come questi"
+ Luigi Negri Vescovo
21-11-2005

PERSECUZIONI AI CRISTIANI IN VIETNAM

Il Dipartimento di Stato americano ha recentemente incluso il Vietnam nella lista dei Paesi responsabili di serie violazioni della libertà religiosa.  Si tratta di una risposta istituzionale alla repressione sistematica condotta dal governo vietnamita ai danni, in particolare, delle popolazioni Montagnard, che professano la religione cattolica. L’inserimento nella lista potrebbe condurre all’adozione di sanzioni nei confronti del governo vietnamita.


Diverse organizzazioni non governative, tra cui Human Right Watch, Amnesty International e la Montagnard Foundation (MFI), hanno piu’ volte rilevato la persecuzione nei confronti dei cosiddetti “Montagnards” - ossia la popolazione Degar che abita le regioni montane del Vietnam centrale - venga attuata mediante violenze di ogni sorta, dai maltrattamenti alle detenzioni forzate, dalle torture alla sottoposizione a trattamenti degradanti nel corso di cerimonie pubbliche in cui sono imposte dichiarazioni di fedeltà alla bandiera vietnamita e di ripudio della fede cristiana.

  • Categorie

  • DISCLAIMER Costituzione della Repubblica Italiana Art. 21: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Ai sensi della Legge 7 marzo 2001, n.62, il presente Sito, non rappresenta una testata giornalistica in quanto verrà aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale. Le immagini qui inserite sono nella maggior parte tratte da internet; se qualche immagine violasse i diritti d'autore, comunicatelo e sarà immediatamente rimossa. Gli Autori degli articoli dichiarano di non essere responsabili per i commenti inseriti nei post, nè per i contenuti dei link esterni, pur presenti in questo blog. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata. Il proprietario del sito non è responsabile e non ha assoluto controllo sugli articoli di cui non é autore.