Un libro controcorrente: "sposati e sii sottomessa"
il link del blog dell’autrice: http://costanzamiriano.wordpress.com/
e lintervista del Tinone: intervista a Costanza Miriano
In tempi di menzogna universale, dire la verità è già un atto rivoluzionario (Georges Orwell) – vietatoparlare blog web site
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e lintervista del Tinone: intervista a Costanza Miriano
(…) A nessuno Dio ha mai davvero «voltato le spalle», a nessuno può essere tolta la sua umanità. La speranza non è vana.
(..) Eduardo Veràstegui – l’attore messicano convertito, che oltre a pensare e vivere s’impegna anche a recitare cattolico, e che attendiamo di poter vedere presto sugli schermi in Cristiada, la produzione messicana sull’epopea del cristeros, che finalmente la iscriverà all’anagrafe della storia – interpreta il direttore del circo. Che è in realtà un’opera di riscatto dalla vera povertà in un mondo di rovine materiali: la perdita della capacità di meravigliarsi e di sondare in profondità la vita e l’umanità, fino a trovarne il senso trascendente, quale che ne sia la condizione, mentale, fisica, sociale. Fino a trovare – l’allusione è in filigrana – Dio, la cui assenza è l’unica miseria che può davvero affliggere e sconfiggere l’uomo. Quand’anche sia “without limbs”. (Giovanni Formicola www.bastabugie.it)
sopra potete vedere il cortometraggio intero con con un cast d’eccezione tra cui Eduardo Veràstegui e Nick Vujicic

foto blog panenutella
La mostra espone cadaveri veri conservati con una tecnica la plastinazione. E’ arrivata a Roma e rimarrà fino a febbraio 2012 , i numeri: 33 milioni di visitatori, di cui 11 milioni solo in Europa!!
La notizia mi ha veramente turbato e sconcertato, ormai l’uomo senza speranza sembra poter fare tutto…e don Mazzi approva e sostiene, è sconcertante!
non sanno fare più chiese, non sanno più riconoscere il bello, senza giudizio, senza appartenenza.
Hanno manipolato il mistero dellla vita ed ora hanno deriso la morte, hanno manipolato tutto come semplice cellule e materia.
domani domenica chiediamo al Signore il perdono e che ci aiuti nella buona battaglia
chiediamo il sostegno materno della Madonna…
Non fanno nascere i bambini e nascondono che si muore. L’iniziativa di questa mostra ci dimostra che non c’è un limite a tutto questo. Il limite è tracciato dalla nostra capacità di reagire, dalla nostra capacità di giudizio, di commuoverci ed interessarci di tutto, e tutto questo è possibile solo con una educazione continua.
Hanno manipolato il mistero dellla vita ed ora hanno deriso la morte, hanno manipolato tutto come semplice cellule e materia.
Restituiamo l’uomo a chi gli appartiene, è questa la vera liberazione e non la chimica che mistifica la morte!!!
Qui il link da cui ho appreso la notizia:
http://www.libertaepersona.org/dblog/articolo.asp?articolo=2745 e Fatto quotidiano
è urgente che facciamo una battaglia sull’educazione per capire cos’è la bellezza!!
è urgente che facciamo una battaglia sull’educazione in Italia per uscire dalla crisi.
Fosse anche una goccia nel mare. Affidiamoci.
Altrimenti…se sono questi i nostri maestri… che ne sarà della nostra Europa e della nostra Italia, delle nostre famiglie?
Il sito Cultura Cattolica ha publicato un articolo di giudizio: Il Necrofilo e il Risorto
inoltre don Gabrile Mangiarotti ( Cultura Cattolica) è stato intervistato da Tempi “Mostriamo la Bellezza invece dei cadaveri”
… e un grazie a Lucia che me lo ha segnalato
Era il tempo migliore e il tempo peggiore, la stagione della saggezza e la stagione della follia, l’epoca della fede e l’epoca dell’incredulità, il periodo della luce e il periodo delle tenebre, la primavera della speranza e l’inverno della disperazione.
Avevamo tutto dinanzi a noi, non avevamo nulla dinanzi a noi; eravamo tutti diretti al cielo, eravamo tutti diretti a quell’altra parte — a farla breve, gli anni erano così simili ai nostri, che alcuni i quali li conoscevano profondamente sostenevano che, in bene o in male, se ne potesse parlare soltanto al superlativo.
Un re dalla grossa mandibola e una regina dall’aspetto volgare sedevano sul trono d’Inghilterra; un re dalla grossa mandibola e una regina dal leggiadro volto, sul trono di Francia.
In entrambi i Paesi ai signori dalle riserve di Stato del pane e del pesce era chiaro più del cristallo che tutto in generale andava nel miglior ordine possibile e nel più duraturo assetto del mondo.
Le due città – Charles Dickens
Li chiamano “writers”, gli dedicano spazi in eventi, li invitano alle trasmissioni televisive, dicono che vivacizzano le città, sono solo degli ignoranti egocentrici, incapaci di vedere altro che se stessi. Vogliono scaricare frustrazioni, vogliono tentare di sentirsi vivi, vogliono rendere ogni cosa uniforme e squallida, vogliono firmare ogni cosa con il loro passaggio, il loro territorio? Oppure vogliono fondare la loro aggregazione su questa pratica che di artistico non ha nulla, che non esprime niente se non suscitare ribellione e disgusto su chiunque sa riconoscere il bello? I loro segni (sempre gli stessi) semplicemente si sovrappongono a opere o manufatti che già ci sono infischiandosene del lavoro e quindi dei soldi impiegati privatamente o pubblicamente per tutti. E’ la sovrapposizione del proprio egocentrismo su tutto, su ogni superficie aggredibile, non importa cosa. Io so solo che vedo una assoluta mancanza di rispetto.
Mi domando perché cerchiamo di tenere in ordine e fare belle le nostre città , mi domando perché restauriamo monumenti che poi immancabilmente vengono dipinti come latrine di altri tempi.
L’Aquila si sta ricostruendo con il sacrificio di molti, anche stati e comunità estere, non è tollerabile tutto questo, ma ormai la nostra cultura sembra essere questa e la bellezza una cosa da nicchia, a quanto vediamo sempre meno proficuamente trasmessa.
Ecco cosa è stato fatto al portico di San Bernardino all’Aquila appena rimesso in sesto:
http://www.flickr.com/photos/abruzzoweb/sets/72157626769491908/show/
commenti:
fonte: http://www.ilculturista.it/cultura/?cat=5
Lo Stato italiano ha speso, con la finanziaria 2009, 44 miliardi per l’istruzione pubblica. Andiamo a vedere che situazione si svilupperebbe se lo Stato decidesse di non occuparsi più di istruzione, e in che modo il
mercato reagirebbe a ciò. Innanzitutto si avrebbe una gran fioritura di scuole private, attratte dalla fetta di mercato che si aprirebbe. Scuole ovviamente a pagamento. In questa ottica lo Stato, lungi da intervenire direttamente nell’istruzione, si limiterebbe a pagare la retta della scuola privata agli studenti non abbienti (i fondi precedentemente utilizzati per la scuola pubblica sarebbero pienamente sufficienti). Il risultato sarebbe una forte competizione fra le scuole, che sarebbero votate all’efficienza. Ovviamente il gestore di una scuola, che ha interesse a che il servizio fornito sia efficiente, garantirebbe promozioni e incentivi agli insegnanti in base alla bravura e competenza, (a differenza dell’attuale scuola pubblica dove gli aumenti di stipendio sono in base all’anzianità), licenziando quelli non all’altezza. Il grande afflusso di denaro permetterebbe alle scuole di avere strutture all’avanguardia e di creare servizi aggiuntivi, come ad esempio centri sportivi. Per quanto riguarda la qualità delle scuole stesse, può essere valutata da società di auditing specializzate, e tale valutazione costituirà il criterio per l’assegnazione dei finanziamenti statali: gli istituti che non raggiungeranno determinati standard si vedranno tagliare i fondi. Un ulteriore incentivo. L’alternativa è quella di privatizzare la scuola dandola in concessione concorrente a società cooperative private, in modo che lo Stato possa subentrare (in questo caso sì) Qualora il privato decida di chiudere i battenti.
Ovviamente stiamo parlando di una riforma complessa, che comporterebbe anche una riforma della Costituzione: l’art. 33 stabilisce l’esistenza dell’istruzione pubblica e la mancanza di oneri per lo Stato riguardo quella privata. Si dovrebbe anche fronteggiare lo strapotere dei sindacati, e andare a cozzare contro la casta che da anni domina la scuola e la cultura in Italia: le scuole sono piene di ex-sessantottini che usano l’insegnamento per propagandare e imporre le loro idee. Proprio per salvaguardare il libero pensiero e impedire l’indottrinamento, la privatizzazione può essere un buon impulso. Ed è proprio sul piano del libero pensiero che spesso si impuntano gli apologeti dell’istruzione pubblica: ne è un esempio un discorso, citato ancora oggi, di Piero Calamandrei. Calamandrei immaginava uno scenario di finanziamento delle scuole private (orrore!) e vedeva in ciò un’avvisaglia di regime, perché a suo dire “La scuola di Stato è imparziale”. In realtà è evidente come la scuola pubblica sia sempre stata soggetta e manipolabile dal potere politico, infatti chi ha voluto inculcare delle determinate idee nelle masse (vedi fascismo) ha fatto fuori l’istruzione privata e utilizzato quella statale, perfettamente controllabile. La scuola pubblica costituisce un ottimo mezzo potenziale di persuasione ideologica; di questo non si è resa conto la sinistra che ha fatto sua l’idolatria dell’istruzione statale, nata durante il fascismo e persistente purtroppo in parte del centrodestra. Di fronte a questa problematica, un liberale non può rimanere indifferente, né può prendere una decisione ambigua che sostanzialmente non cambierebbe nulla. Per dare un impulso innovatore bisogna dichiararsi apertamente a favore dell’istruzione privata, e farlo in modo netto. Quando neanche i liberali o presunti tali credono nel mercato e nella concorrenza, non ci si può aspettare che cominci a crederci qualcun altro. Se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli, la lotta contro l’intervento statale nell’istruzione è basilare per avere una società più liberale.
Obiezioni fatte più spesso dai sostenitori della scuola cosidetta “pubblica” (ma leggesi ” statale”)
1. la scuola privata costituirebbe una educazione a senso unico secondo le proprie visioni mentali.
2. le scuole cattoliche sono scuole “elitarie”.
3. “privato” è indice di elitario e va pagato come un servizio in più da parte di chi lo chiede e non da parte di tutti
4. una scuola confessionale è pericolosa: perchè, per esempio se io fossi mussulmano, mi potrei arrogare il diritto di andare ad una scuola coranica piuttosto che pubblica proprio secondo quella logica.
A tal proposito, faccio alcune controdeduzioni:
Premesso che, intelligentemente, in un momento forse particolarmente ispirato, anche il governo Prodi in un Dlgs, diceva che lo stato dà “… il valore e il carattere di servizio pubblico a tutte le iniziative di istruzione e formazione, promosse da enti e privati …”
peccato che poi le conseguenze operative di questo riconoscimento non si son viste…
E che sopratutto, la carta costituzionale, a cui tutti facciamo riferimento ,n ell’art. 4 , accetta le scuole private definendo quale sia il significato della scuola pubblica che si vuol salvaguardare . infatti la costituzione non dice nient’altro che ” La scuola è aperta a tutti ” , quindi la scuola pubblica è quella che ha come carattere distintivo: l’essere aperta a tutti.
In base alla predetta interpretazione, appare evidente che la nostra Costituzione non dice che la scuola pubblica è quella che rispetta “i miei gusti come i tuoi” e che la scuola è pubblica quando “è di tutti” , e perciò deve essere neutrale, la Costituzione dice che la scuola pubblica deve essere aperta a tutti..
Eppure l’accezione che comunemente si dà della scuola cattolica è negativa, perchè ” privata”. Ma è privata solo perchè lo Stato non consente l’accesso a tutti come prevede la Costituzione.
Per la mentalità formatasi, esito dell’istruzione inculcata da decenni dai programmi unici ministeriali, la SCUOLA PUBBLICA è sinonimo di SCUOLA STATALE!!! La si identifica fisiologicamente. Fisiologicamente avrebbe la salvaguardia intrinseca della libertà individuale, rappresenterebbe la forma privilegiata del rispetto delle libertà individuali. Non si ravvisa la necessità che essa dovrebbe avere caratteri distintivi che la qualifichino per questo compito. Di per sè statale è GARANZIA, perchè laico è sinonimo di progresso, liberazione, di libertà. Tutte le realtà sociali che sono la linfa del paese devono confrontarsi e muoversi in questo “status quo” intangibile, in cui i miti risorgimentali della Repubblica fanno da padrone , teorema di questa ideologia, che si definisce democratica. Ma dire” democratico” oggi è difficile perchè i mezzi per spostare il consenso e la percezione della realtà sono molto potenti, il primo è appunto la scuola.
Altra tesi che i sostenitori della scuola pubblica (che pur non avendo una chiara preoccupazione educativa ne sono strenui difensori) è quella che, di questi tempi, dicono, si dovrebbe capire al contrario, quanto sarebbe nefasta una “scuola confessionale” Ma non è affatto vero che la scuola STATALE è NEUTRALE, la scuola statale è una scuola confessionale! Forma una corrente di pensiero, quello “moderno”, cioè quello alla moda, che non fà nulla se non è bene. Ma questo bene ha portato a buttare milioni di propri figli non ancora nati in nome della libertà, ha portato a fare leggi per la dissoluzione della famiglia, ed allora una scuola pubblica che consideri queste cose libertà, non mi dà la possibilità di educare i miei figli, di comunicare un amore al vero, l’incontro con il Mistero che si è fatto carne, senza considerare quel momento nella storia dell’uomo e nella mia storia , perché quel fatto permane, per la mia esperienza personale non c’è vera realizzazione umana. Non si può negare come siamo fatti , qualunque percorso serio di educazione si voglia fare . Questo è un concetto semplice. Che parte semplicemente da ciò che io sono, che il primo dato umano. Ma questo semplice percorso, questo percorso che deriva da questo inevitabile punto di partenza è fatto fuori dalle “decisioni che contano”, dal potere, dovunque abiti, sopratutto se abita in un palazzo usurpato, dove infatti non si capisce cosa sia il bene comune.
Altra obiezione che si fa contro il riconoscimento di scuole cattoliche pubbliche è che la scuola “confessionale” è pericolosa . A sostegno di questo si argomenta che tutti allora avrebbero diritto di aprire, per equità, anche una scuola coranica di tipo “fondamentalista”:
Ma in questo caso, l’esempio è pretestuoso e non leale: è ignobile che si paragoni il cattolicesimo con la settarietà di una madrassa islamica!!! La nostra società affonda le radici nel cristianesimo, il nostro stesso Stato, la stessa evoluzione della nostra società, che ci distingue per tolleranza, per rispetto delle minoranze, che salvaguardia i deboli, dei malati, che sostiene tutti quei valori propri di quello Stato di cui tanto declamano i progressisti ed i paladini della libertà NON ESISTEVA PRIMA DEL CRISTIANESIMO! Questa libertà e prosperità è stata attinta dalle radici cristiane. E alle radici c’è attaccato l’albero… Ma ad un certo punto l’albero si è voluto liberare delle radici , e si sà con il tempo così si muore. C’è stato un momento nell storia in cui le scuole cattoliche furono chiuse con DECRETO, è successo quando è nato il RISORGIMENTO che non è solo l’unione territoriale d’Italia, ma una rivoluzione ideologica ad opera di alcuni con un certo concetto di stato illuminista e massonico sulla tradizione cristiana, vera ricchezza della maggioranza degli italiani di quel tempo. Dico sempre questo perchè , se non ritorniamo a questo passaggio cruciale nella storia del nostro Paese, non si capisce il presente, condizionato nella nostra coscienza delle cose e della realtà. E questo meriterà , per chi vuole, un apposito lavoro di ricerca. Perchè anche allo stato attuale, se permane una simile resistenza sulla LIBERA educazione è in atto ancora il travisamento della realtà. Essa è stata operata in molti modi una delle quali è il monopolio sull’educazione con strutturazione e l’occupazione di tutti i posti dove si forma il pensiero libero, dicendo che tutto si fa per scopi di umanità e di progresso, come l’indomani del Risorgimento.
Questo modo di agire, si chiama in solo modo. si chiama ”potere”, il vessillo del potere è la conquista della NEUTRALITA’ per il bene dell’uomo. Esso è l’arroganza di un visione “ispirata” della realtà, dove l’uomo si vuole libero, cioè libero da ogni condizionamento, la rimozione di ogni “strascico” religioso, di ogni sentimento religioso che deve esistere solo nella sfera strettamente intima e personale. Tanto che se ne può fare a meno nella vita pratica.
La chiesa e le altre realtà sociali in uno stato così concepito hanno spazio solo dove lo stato non arriva. Specialmente e solo nel campo del “volontariato” .
In una scuola così pensata e realizzata ci si disaffeziona su tutto, inglobando tutto nella mente dei ragazzi e non prendersi cura di aiutare a scegliere niente. Come è mai possibile, mi domando, pensare di formare degli uomini in una scuola NEUTRALE , renderli almeno tentativamente capaci di paragonare la realtà con le proprie esigenze fondamentali? L’enorme confusione e anarchia che impera nella scuola statale è palese nei programmi e anche nella prassi usata per assumere gli insegnati: infatti, come può un insegnante essere attinto acriticamente e casualmente dalle graduatorie, essere così scelto non perchè insegnante, cioè non perchè coinvolto con la propria umanità, non perchè vive con un’ipotesi positiva, non perchè rispettoso dei ragazzi e della vita umana, ma perchè ha il punteggio giusto… di qual’è il criterio adeguato invece bisognerebbe dotarsi?
Una scuola così è una scuola pubblica? La scuola pubblica (di tutti) non c’è: c’è invece la scuola statale! Una scuola neutrale e informe , una scuola dove i nostri ragazzi capiscono la realtà in termini di antagonismo e non approfondo mai la propria umanità, perchè ogni ipotesi sulla vita la scuola la chiama condizionamento, e ogni genuino riconoscimento del vero una settarietà: la neutralità è la parola d’ordine. Nella scuola pubblica avviene il primo e più grande processo di semplificazione e di banalizzazione della realtà (che sarà completato poi dalla TV del pensiero unico, anch’essa statale). Si entra con una domanda e si esce confusi.
Rendere tutti liberi, dare tutte le risposte ma non aiutare nella propria crescita umana, rendere soli, chiamare depressione ogni tentativo di pensare. Basta forse questo per fare il bene? E’ invece la neutralità che porta alla dissociazione e al distacco di ciò che si vive, al nichilismo e al relativismo . Perchè comunque l’uomo deve dotarsi di un punto di partenza su cui costruire per crescere sano, e per dare giudizi ci vuole un’apertura alla realtà, ci vogliono legami! Perchè non credere a nulla porta a formare un uomo il cui giudizio, è formato dalle opinioni e queste se sono al vertice della ragione umana porta alla paura, all’abisso.
Enon si riesce a stare a lungo di fronte alla’abisso, si arriva inevitabilemente al rifugio in mille cose, nessuna delle quali dà il senso della vita che si vive, quindi è come vivere una incapaci di affezionarsi, anzi, (avete visto mai gli EMO?). Basta guardare i nostri giovani e rendersene conto.
A quale RIDUZIONE è stato sottoposto un uomo per dire che il massimo orizzonte nella vita è essere “equi”, “equidistanti”?
La scuola statale italiana non svolge il compito n° 1 la formazione di un giudizio critico, di una autocoscienza perchè semplicemente dice che l’oggetto dell’educazione non è la persona umana , ma l’idea che si ha di essa. Per formarlo quindi basta il programma scolastico.
Altra obiezione è che la scuola cattolica costa , che è “elitaria” : davvero? Falso: lo STATO paga 7.400 EUR a studente contro 5.000 delle scuole cattoliche: quale delle due sarebbe allora la scuola “elitaria”?
Possiamo stare qui a parlarne per secoli ma se c’è pregiudizio…sono parole perse!
In un autentico Stato moderno e democratico , per rispettare il motivo per cui esiste, il suo criterio dovrebbe essere quello dell partecipazione , il principio della sussidiarietà. Lo Stato dovrebbe favorire e valorizzare tutte le potenzialità e le forze positive e originali esistenti della società e non solo numericamente superiori. Altrimenti la nostra società non esisterebbe e si previlegerebbe la mediocrità nel caso quest’ultima rappresentasse per un dato periodo storico , la maggioranza. Ma il concetto di democrazia evidentemente è un altro.
Una scuola pubblica aperta a tutti privilegerebbe una società CULTURALMENTE pluralistica e si creerebbe una ricchezza per tutti. Mentre una scuola statale come quella che esiste influenza negativamente tutto, anche l’economia, tant’è che anche la ricerca ISTAT ha rilevato che il problema della crisi attuale “a tutto campo” è da rilevarsi nel calo di desiderio da parte del popolo italiano. Ma di fronte a questa esigenza di recuperare questo desiderio e di educare alla bellezza , nonostante le strettoie oggi imposte dai programmi ministeriali ( figli del condizionamento di una diffusa mentalità relativista e scettica), non esiste che il tentativo di alcuni insegnanti cattolici e uomini onesti intellettualmente , che non hanno rinunciato ad educare a sperimentare e riconoscere.
Ma probabilmente di questo dato non se ne tiene conto. La scuola pubblica come struttura non favorisce queste storie di uomini che tentano di educare, di farsi carico, di facilitare la ragione all’osservazione e all’apertura al reale: semplicemente è una struttura elefantiaca, burocratica , autoreferenziale, assuefatta e incapace di muoversi, che vive per sè stessa.
“Come le pecorelle escon dal chiuso / a una, a due, a tre, e l’altra stanno / timidette atterrando l’occhio e il muso; / e ciò che fa la prima e l’altre fanno, / addossandosi a lei, s’ella s’arresta, / semplici e quete, e lo ‘mperché non sanno… (Dante Alighieri, Purgatorio III, 79-84)
altri link sull’argomento:
* Rinascita, scuola privata e di sinistra. A Milano si può. Dirlo a Serra di Luigi Amicone
* La mia scuola privata, spalancata sul sapere ben più di quella pubblica di Marina Valensise
* La banalità del prof di Roberto Volpi
* Fabbrica del sapere di Matteo Muzio
* gli interventi dei lettori Gli universitari impreparati, i genitori che aprono un asilo e le lezioni di satira anti Cav.
* L’intervista al ministro Mariastella Gelmini
* Perché l’unico modo per costruire una scuola migliore è puntare sull’autonomia
* Banali tentativi di inculcare, nobili dialoghi politici e la scoraggiante pappa dell’egualitarismo
* Pubblica o privata? Nelle storie dei lettori il bipolarismo di fatto del nostro sistema educativo
* Mille volte grazie alla scuola pubblica, l’unica che ho conosciuto e che vorrei difendere
* la preghiera di Camillo Langone
*Scuole statali ma autonome in tutto, gli esempi di Inghilterra e Francia di una parità possibile
* Che ne è degli studenti catanesi che si appellarono alla scuola educatrice
* Per la prof. Mastrocola la scuola non può più essere un centro sociale
* Perché il secchione anomizzato si combatte con creatività e pensiero divergente
* L’ideologia oggi è la mancanza di serietà. Una prof racconta
* A proposito di scuola pubblica e privata dal blog Cambi di stagione
Questo è il tema più importante per il nostro paese, ma l’attenzione politica viene continuamente sviata altrove