Attacchi di gas chimici a Ghouta? Ecco le fonti su cui si basano i media…

Ed ecco una delle fonti ‘attendibili’ su cui si basano tutti i grandi media generalisti. Stiamo parlando del dott. Shajul Islam che nella foto di apertura è con Bilal Abdul Kareem, americano convertito che lavora per al Qaeda. Comunque per capire una delle principale prerogative del dott. Shajul Islam (l’attivismo in seno ai gruppi armati salafiti), ecco il suo tweet di ieri in cui oggi egli ha denunciato un attacco chimico da parte dell’esercito siriano:

Traduzione: Ultim’ora! Attacco gas chimico da aerei città bombardata su #Humouriyah in in #Ghouta orientale assediata questa sera con gas velenoso. 30 casi di soffocamento tra civili tra cui 15 bambini e 13 donne.

E’ chiaro che sua professione agli occhi di uno spettatore ignaro gli permette una certa verginità, anche perchè fa parte dell’organizzazione ‘Hand in Hand for Siria’ una organizzazione ‘ombrello’ di supporto ai gruppi armati che soddisfa nello stesso tempo il bisogno medico e di propaganda per i gruppi armati jihadisti. Il metodo sembra buono che i media  i media – accondiscendenti alla narrativa governativa – si prestano al gioco e riportano ormai  le notizie provenienti da certi ambienti come sicure, talmente sicure che a quando pare non sentono neanche più la necessità di verificare le fonti.

Peccato , perchè basterebbe – per smascherare le menzogne – un minimo di serietà professionale, solo un minimo di approfondimento per rilevare che il dott. Shajul Islam ( 27 anni, laureato in medicina presso l’University of London) non è  – come si vorrebbe far credere – un medico  volontario che presta disinteressata assistenza ai bisognosi in Siria E’ noto infatti che il dott. Shajul Islam è stato processato per reati di terrorismo ed è stato accusato di appartenere al gruppo che ha rapito il reporter britannico John Cantlie.

Inoltre, il dottor Shajul Islam , di nazionalità inglese – secondo quando riportato da MailOnline  -non potrebbe neanche più fregiarsi del titolo di medico in quando risulta che sia stato radiato dall’ordine dei medici.

Sarà una coincidenza ma il dr. Shajul Islam  è spesso presente dove si verifica un supposto attacco chimico.  Infatti, è lui che ha soccorso le vittime ed ha  ‘documentato’ l’incidente dei gas a Khan Shaykhun in provincia di Idlib il 4 aprile 2017 in Siria.

Per dovere di cronaca bisogna precisare che il dr. Shajul  arrestato – con l’accusa di  aver rapito il Il fotografo britannico John Cantlie e il giornalista olandese Jeroen Oerlemans – e imprigionato nella prigione d alta sicurezza  di Belmarsh, in seguito è stato rilasciato perché nessuno dei due rapiti poteva più testimoniare (non è spiegato però perché, dato che se è vero che del fotografo  J. Cantlie ormai non si sa più nulla , il giornalista olandese però è morto solo nel 2016, in Libia). Con lui è stato accusato anche un secondo uomo, tale Jubayer Chowdhury, di 24 anni: erano gli unici presunti jihadisti britannici accusati di essere implicati nel rapimento degli occidentali  in Siria.

Qui il dott. Shajul Islam con un manpad antiaereo

Contro quelle accuse Shajul Islam si è sempre dichiarato innocente ma è chiaro che le accuse contro di lui c’erano, mancava solo il riconoscimento da parte degli interessati. Secondo le sue dichiarazioni egli avrebbe  raggiunto la Siria per aiutare la gente in difficoltà per la guerra civile. Un teste comunque certamente di parte, visto che è stato fotografato e ripreso sempre in compagnia con i miliziani  anti- Assad ed in occasione dell’episodio di Khan Shaykhun , embedded con il gruppo terroristico al Nusra affiliato ad al Qaeda.

E’ utile ricordare che un’altra delle ‘fonti’ dei media in occasione del citato attacco in provincia di Idlib del 2017 è stato il giornalista Hadi Abdallah. Per la cronaca una grande quantità di prove di foto e video provano che Hadi Abdallah è molto più di un semplice reporter. Infatti, ha sempre agito come il principale propagatore della propaganda per i gruppi terroristici che operano in Siria.
Ciononostante è stato gratificato dall’organizzazione francese “Reporters Without Borders” (RWB)  con il Premio per la libertà di stampa il 7 novembre 2016.

Purtroppo molte prove video che documentano questa attività del giornalista sono stati rimossi da youtube ma sono rimaste alcune evidenze abbastanza eloquenti che vi lascio giudicare.

Qui è a sinistra della foto:

Qui di seguito il giornalista Hadi Abdallah  è con militanti dell’ISIS:

qui con un capo di al Nusra:

 

Questo è il genere di personaggi ‘di grande attendibilità – su cui i nostri media e le varie commissioni per i diritti umani si basano per provare gli attacchi di gas tossici in Siria.

Giunge ora la notizia che la Commissione per i diritti umani dell’Onu (organo sussidiario delle Nazioni Unite) ha rilasciato oggi un report in cui afferma che da luglio 2017 l’esercito siriano ha compiuto tre attacchi chimici con il cloro, di cui uno a novembre ad Harasta nel Ghouta Orientale. Si direbbe che questa dichiarazione arrivi con perfetto tempismo per innalzare la tensione in Siria, proprio ora che USA, Francia, e GB stanno minacciando bombardamenti sulle truppe siriane ‘se ci saranno prove di casi di attacchi chimici’.

La domanda naturalmente è sempre quella: la responsabilità di queste agenzie è di innalzare il livello di tensione o di proteggere la popolazione civile? Sì perchè questi report vengono divulgati proprio quando proprio la gente sarebbe molto contenta di farne a meno. Ma tant’è…

Inutile dire che non avrete letto o ascoltato sui media, il particolare che si la commissione per i diritti umani Onu non è quella dell’ONU ‘OPCW’, la sola abilitata a fare rilievi tecnici. Ma credo che di questo non sarete stati informati, come pure – sul particolare di non proprio poco conto – che la Commissione per i diritti umani  può solo emettere una risoluzione non vincolante che invita al ripristino dei diritti umani.  Allo stesso modo, credo non sarete stati informati che nessuna commissione tecnica si è recata sul posto ad indagare. Sono stati invece presi per buoni le denunce dei White Helmet e di volontari,  che sono con le ‘mani in pasta’ né più né meno come i soggetti che vi accennato.

Sulla vicenda del dr  Shajul Islam vedi anche Mailonline: UK-trained doctor hailed a hero for treating gas attack victims in Syria stood trial on terror offences ‘and belonged to the group that kidnapped British reporter John Cantlie’