Il presidente del Sudan in Libia
Se ne è parlato poco ma il presidente sudanese il 7 gennaio ha fatto una visita ufficiale di 2 giorni a Tripoli.
Su Bashir pendono capi di imputazione che mandato d’arresto internazionale simili a quelli spiccati dal procuratore della Corte penale internazionale a seguito del mandato del Consiglio di sicurezza nei confronti della famiglia Gheddafi.
Ma a quanto pare il motore delle guerre non sono i diritti umanitari ma ben altro.
Dallaltra parte invocare il Diritto internazionale dopo le violazioni perpretrate in Libia da parte occidentale è ipocrita. Per esempio è oltremodo strano che gli USA non riconosca processabili i membri delle proprie forze armate in missioni operative. Non c’è da stupirsi che l’Unione Africana si sia premunita per il futuro e che sostiene che il cpi sia stato istituito solo per catturare gli africani. Così a Sirte (Libia) poco tempo fa, è avvenuto un summit dei paesi africani ed è stato redatto un documento in cui si invita gli stati del continente (anche a quelli che hanno ratificato il Trattato di Roma che ha istituito la Cpi) a rifiutare la consegna di qualsiasi personalità africana ricercata dalla Corte.
Il Procuratore Generale della Corte, Luis Moreno Ocampo, ha minimizzato la decisione dell’Unione Africana, sottolineando appunto come sia responsabilità dei singoli stati collaborare o meno con la Corte.
Resta il fatto che il governo di transizione libico abbia fatto un gesto poco coerente, dato che per Gheddafi , ha usato ampiamente la leva del mandato di cattura internazionale e gli ha fatto molto comodo.




