Sarah e gli altri: conosciamo tutto e nessuno dice la verità
Una ragazza strangolata dallo zio e poi violentata. E c’è chi come sempre accade, pensa al momento di follìa, che nulla lasciava intendere una cosa così…
Siamo sicuri che basta un “offuscamento” della mente per fare una cosa del genere? E non è durato solo un momento due occhi che ti guardano e che conosci mentre stringi per strangolare, un corpo che si dibatte, che ha terrore, che supplica, e poi cede e piano senti la sua vita andare via. E poi infierisci su quel corpo come se fosse un nulla. Come se non ti bastasse la sua anima , la sua vita. E poi lo nascondi in un fosso, solo un momento…non è solo un momento…
se mi commuove qualcosa è quell’assenza che quell’uomo ha avuto per tutta la vita, e non in un solo momento… mi sento responsabile di questa assenza e di questo vuoto..
Ma per uccidere due occhi che ti guardano ci vuole piu’ di un attimo ci vuole tutta la vita, tutta la vita preparata per quell’attimo.
Il fatto è che siamo tutti schizofrenici che pensiamo che gli attimi siano slegati, che pensiamo che il peccato siano gli attimi di obmubilamento, mentre il peccato è tutta la vita che permette quegli attimi, il peccato è non appartenergli. Il peccato non è neanche fare del bene o del male è pensare di fare da soli, non appartenergli.
Altrimenti la commozione non muove nulla, di fronte alla tomba vuoi scappare, altrimenti la commozione non è capace di sacrificio, di dono. Altrimenti la commozione guida solo la pulsione di un attimo, altrimenti la commozione è solo un senso di colpa, è solo il suicidio. E’ ridire che la vita non vale.
Il peccato è riservare alla nostra povera pietà le nostre povere lacrime, la nostra commozione.. e non tutta la vita , il sacrificio ed il dono di sè.
La nostra vita è fatta come di mattoni, migliaia di mattoni come ogni minuto della nostra vita.
Ho avuto un fratello schizofrenico cronico ed ho girato tutta la vita per centri psichiatrici di lungodegenza ed ho visto malati gravi, ma c’era chi era buono e chi no a parità di gravità, mio fratello era un musicista e questo aveva fatto sì che all’affacciarsi della malattia quell’orma restasse intatta. Aveva costruito tutti i mattoni in un certo modo e al momento del bisogno la reazione erano in un certo modo e non come quella di altri.
Per un periodo mio fratello ha fatto il barbone e quando trovava rifugio nei scompartimenti dei vagoni ferroviari qualcuno gli pisciava addosso, lui si chiedeva perchè di tanto odio…
Se l’avessero ucciso non credo che queste persone che gli pisciavano addosso fossero colte solo di un momento di obnubilamento.
Le nostre reazioni seguono come ci concepiamo mentre siamo ubriacati e pensiamo di essere posto. Mentre coviamo l’odio o il la ricerca del piacere, mentre già concepiamo gli altri un nulla.
Bisogna dire tutta la verità sulla realtà se vogliamo rendere testimonianza alla Verità. Il Signore non ci abbandona mai. Nelle battaglie nei tempi in cui l’uomo era costruito da quei mattoni, si uccideva ma si aveva pietà per il nemico.
Non si arrivava a simili efferatezze, anzi a simili meschinità. Un uomo era un uomo e non un oggetto indefinito.
Non ho preso a pretesto la mia esperienza per far prevalere alcuna tesi , anche giusta, perchè non esiste una tesi giusta sull’uomo ma solo Chi l’ha fatto.
E nell’esperienza voglio restare. In cui si gioca tutto: se questa umanità non viene educata a una responsabilità alla propria vita nessuno ritornerà a Cristo, perchè lo si è slegato dalla vita “concreta” perchè tutto è relativo, e questa tesi passa sulle autostrade mentre nostro Signore si è relegato ad un sentimentalismo. Ed è stato fatto con mezzi ingenti e non per sola trascuratezza della gente.
Mi interessa a cinquantanni “che il tempo si fà breve” , e questo don Carron (responsabile di Comunione e Liberazione) l’ha detto per ben due volte in ognuno degli ultimi due incontri..l’ha detto all’inizio di ogni altra cosa.
Allora il punto è oggi come avere una responsabilità. Perchè se il tempo si fà breve devo prendere una posizione …
Non riportare un discorso pur giusto ma rischiare di raccontarmi, ed ho pudore di raccontarmi, perchè ritengo che la mia storia è importante ma so che ne vale pena mettermi in gioco.
Quando guardavo mio padre che respirava con fatica, pochi giorni fà, io lo guardavo e basta, perchè lui era nelle mie vene
e bisognava solo fare silenzio e c’era piu’ cio’ che si svelava pur nella ferita che cio’ che era nascosto.
Volevo alzarmi ed andare via e invece sono rimasto seduto vicino a letto. A sentire respirare il Mistero.
Presente lì. Ed è proprio quella ferita da cui si sfugge. Ora ditemi chi è ferito oggi? E chi cerca giustizia oggi?
Oggi mio figlio è tornato da scuola e mi ha detto: “Papa’ ma lo sai che molti dei miei compagni di classe non vanno al bagno se non a casa propria?”
C’è chi direbbe che c’entra? Invece è chiaro. E’ evidente che il punto affettivo non è qualcosa che spalanca ma che non ti fà scegliere altro che tornare al bagno di casa tua.
Sento come cosa piu’ urgente rispondere alla domanda : come è potuto accadere questo? Per me è l’esito normale di come si vive estranei a sè stessi.
Questo è la cosa che mi sta’ piu’ a cuore, perchè la misericordia piu’ grande accaduta nella mia vita è la possibilità sperimentata di una fiducia, per una adesione stupita del mio cuore.
Quello che è successo non è il gesto momentaneo di un pazzo, io penso che questo stato non sia momentaneo ma sia permanente e basta vedere come i nostri mezzi di comunicazione stanno reagendo a questa brutta vicenda accaduta: puro reality, nessuna riflessione seria. Questo volevo sottolineare. Come tornare a Cristo se non ritroviamo la nostra umanità? Se non costruiamo nulla. E come ritrovare la nostra umanità se ci hanno tolto il senso di una responsabilità di costruire qualsiasi cosa, di cercare, di educare, di incontrare?
Una volta erano capaci a costruire cattedrali anche in 400 anni, e tutti erano uniti a costruirle, il punto non era la loro vita la quel senso della vita, ma quel dare gloria a Cristo Presente.
Ora da cosa viene fuori questa mostruosita’ ‘ Perchè c’è il peccato? No, non è piu’ il peccato del singolo. Ma che si ha il cuore in pace. In un paese qua vicino fà 10.000 abitanti, si chiama Torre de Passeri, 3.000 drogati… me l’ha detto il parroco don Tonino. Si tratta di ricostruire il tessuto di una società. Bisogna costruire una di quelle cattedrali , ci volesse anche 400 anni, non saremo noi, dobbiamo donarci totalmente a Lui e a Maria vergine. Perchè il tempo si fà breve.
Allora a chi giova la verità dei giornali sempre piu’ precisa, piu’ raccapricciante, piu’ assurda, piu’ banale? Messe in scena perfette .
Quando il cristianesimo inizio’ in epoca Romana a diffondersi, gli schiavi c’erano ancora e i cristiani non dicevano che gli schiavi non ci dovevano essere piu’ perchè “non era giusto”, ma che gli schiavi erano nostri fratelli e di trattarli bene. Si partì da un giudizio e da un’evidenza. Ora chi dice perchè un uomo vale? Chi l’ha detto in tutta questa vicenda? Chi lo puo’ dire con 3.500.000 di morti di aborto negli ultimi 30 anni?
Quattro milioni di spettatori l’altra sera hanno seguito il Giallo di Avetrana a chi l’ha visto, poi spenti i televisori , cos’è rimasto? Non manca il perdono ma la responsabilità , costruire mattone su mattone, che la vita ha un senso ed è degna di essere vissuta, come per quegli schiavi. (E percio’ non potevano essere trattati da schiavi).
Vietato Parlare




